Calendula

684 1024 Ambiente e Biodiversità
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Nome comune: calendula, calendola, fiorrancio
Specie: Calendula arvensis (Vaill.) L.
Famiglia: ASTERACEAE

Nome comune: calendula, calendola, fiorrancio [coltivata/coltivato]
Specie: Calendula officinalis L.
Famiglia: ASTERACEAE

l nome del genere deriva dal termine latino calendae, ad indicare che questa pianta, dai fiori arancio e giallo-arancio, fiorisce tutto l’anno.
Questa caratteristica ispirò a Pietro Gori, poeta della fine del 1800, i versi che riportiamo, tratti da L’amore per i fiori: “[…] Perché costante segui a fiorire senza morire? Perché son simbolo di quanto è ordita quaggiù la vita […]”
La calendola è il fiore che colora i prati di pianura e collinari, i vigneti e gli oliveti, fino ad un’altezza di circa 600 m s.l.m., anche nei freddi mesi dell’inverno.
Si apre al mattino per richiudersi al tramonto del sole: per questo motivo, nel medioevo era indicata con il nome di “sposa del sole”.

  • È una pianta annua, pelosa, fortemente odorosa
  • Ha foglie verde-chiaro, sessili e lanceolate in alto
  • I capolini sono isolati, con diametro di circa 2 cm
  • I frutti, gli acheni, sono aculeati e di diverse forme, più frequentemente a ferro di cavallo

Si trovano anche forme coltivate di calendola della specie Calendula officinalis L. [cv.  hortensis].
I capolini dei fiori coltivati, sempre di colore aranciato spesso più intenso di quelli della C. arvensis, raggiungono anche 5 cm di diametro e sono più ricchi di petali (fiori doppi).
Gli acheni della specie Calendula officinalis, polimorfi, sono in genere più semplicemente incurvati.
La pianta ha odore aromatico.
Il prodotto omeopatico, tintura madre di Calendula officinalis, da utilizzare con cautela, seguendo strettamente le indicazioni del medico/farmacista, è un potente disinfettante.

La ricetta che riportiamo ci indica come utilizzare i boccioli di Calendula officinalis: raccogliamo i boccioli, li laviamo e li lasciamo ben asciugare. Una volta asciutti, li disponiamo in un vaso, alternando uno strato di boccioli ed uno di sale grosso, premendo leggermente. Riempiamo in tal modo il contenitore e conserviamo in luogo asciutto. I boccioli così conservati potranno essere utilizzati aggiungendoli ai sughi o per guarnire. Prima di essere utilizzati, i boccioli andranno lavati abbondantemente per togliere l’eccesso di sale.

Terminiamo con una curiosità di meteorologia popolare: la tradizione ci ricorda che se di mattino troviamo chiusi i capolini di calendola probabilmente pioverà.

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Calendula arvensis

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Fiorrancio selvatico
Calendula January 2008-1 filtered.jpg
Calendula arvensis
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Calenduleae
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Calenduleae
Genere Calendula
Specie C. arvensis
Nomenclatura binomiale
Calendula arvensis
(Vaill.) L., 1763
Sinonimi

Caltha arvensis
Vaill.
Calendula officinalis subsp. arvensis
(L.)
Calendula aegyptiaca
Desf.
Calendula malacitana
Boiss. & Reut.
Calendula micrantha
Tineo & Guss.
Calendula parviflora
Raf.

Pisanello, medaglia di Ludovico III Gonzaga, con la calendula (in alto a destra), una delle imprese più antiche dei Gonzaga.

Il fiorrancio selvatico (Calendula arvensis (Vaill.) L., 1763) è una pianta della famiglia delle Asteraceae, diffusa nei paesi del bacino del Mediterraneo.[1]

Descrizione

È una pianta erbacea annuale, terofita scaposa, con fusti eretti che raggiungono un'altezza di 30–50 cm.
Le foglie sono alterne, spatolate, ricoperte da una densa peluria, con margine irregolarmente dentellato.
L'infiorescenza è un capolino del diametro di 1–3 cm, di colore arancio carico, con fiori del raggio ligulati, con ligula tridentata, e fiori del disco tubulosi. Fiorisce da settembre a maggio.
I frutti sono cipsele rostrate e ricurve, disposte a corona attorno al capolino.
I semi, lunghi 2–3 mm, sono falciformi, uncinati.[2][3]

Distribuzione e habitat

Il tipo corologico è Euri-Mediterraneo.[4]

La specie ha un areale che abbraccia il Nord Africa (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto e Macaronesia), il Medio Oriente (Israele, Giordania, Libano, Siria, Iran, Iraq, Afghanistan), il Caucaso (Armenia, Azerbaigian, Georgia, Turkmenistan) e l'Europa (Portogallo, Spagna (incluse le Isole Baleari), Francia, Italia, Germania, Svizzera, ex-Iugoslavia, Albania, Grecia (inclusa Creta) Cipro, Romania, Ungheria, Moldavia e Ucraina).[5]

In Italia la specie è presente in tutta la penisola (con l'eccezione della Val d'Aosta e del Trentino) e nelle isole maggiori.[4]

Cresce sui prati soleggiati, ma anche sui bordi delle strade e delle aree coltivate, dal livello del mare sino a 1400 m di altitudine

Ecologia

È pianta nutrice delle larve di diverse specie di Lepidotteri, tra cui la .

Usi

La Calendula arvensis ha proprietà molto simili alla Calendula officinalis e trova impieghi analoghi a quest'ultima in erboristeria.

Note

  1. ^ Altervista Flora Italiana, Fiorrancio dei campi Calendula arvensis (Vaill.) L.
  2. ^ Ruiz de Clavijo, E. (2005). The reproductive strategies of the heterocarpic annual "Calendula arvensis" (Asteraceae). Acta Oecologica, 28:2 119-26.
  3. ^ Nino Messina, Calendula arvensis, su Actaplantarum, 2010. URL consultato il 21 gennaio 2015.
  4. ^ a b Rignanese L., Calendula arvensis Plant profile, su Schede di botanica.
  5. ^ Calendula arvensis L., su Germplasm Resources Information Network (GRIN) (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2012).

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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Calendula officinalis

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Calendula officinale
Calendula officinalis1.jpg
Calendula officinalis
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Calenduleae
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Calenduleae
Genere Calendula
Specie C. officinalis
Nomenclatura binomiale
Calendula officinalis
L., 1753
Nomi comuni

callandria, calta, cappuccina, garofano di Spagna

La calendula o calendola o fiorrancio (Calendula officinalis L., 1753) è una pianta, generalmente coltivata come annuale, della famiglia delle Asteraceae e appartenente al genere Calendula.

Descrizione

È una pianta erbacea con fusto carnoso e ramificato. Presenta foglie oblunghe, di un verde lucente, sessili e a margine irregolare. Durante tutta l'estate, una volta al mese appaiono grandi fiori color arancione, raggruppati in capolini; i periferici ligulati, quelli centrali ermafroditi e tubulosi.

Evidente l'etimologia dalle calendae romane, che indicano per antonomasia una ricorrenza mensile. Secondo alcuni autori ciò è dovuto alla rifioritura regolare della pianta,[1] secondo altri alle proprietà emmenagoghe.[2]

Distribuzione e habitat

Secondo Luciano Guignolini[3] "l'origine della Calendula officinalis è oscura, non è mai stata sicuramente individuata allo stato spontaneo; si ritiene che provenga dal Marocco o sia derivata da una specie diffusa nell'Europa meridionale e che giunge sino alla Persia e all'Arabia: la Calendula arvensis".

Largamente coltivata ovunque, da tempi remoti, per la fioritura ripetuta che arriva fino a novembre e la rende ideale a scopo decorativo, se ne possono trovare però esemplari inselvatichiti in ambiente mediterraneo fra 0 e 600 m sul livello del mare.

Usi

Uso ornamentale

Per decorare i giardini o in vaso sui terrazzi, coltivato industrialmente per la produzione del fiore reciso invernale.

Uso alimentare

I fiori sono commestibili, essiccati e ridotti in farina, detta "Marigold".

Uso fitoterapico

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

L'uso dei fiori di Calendula officinalis in ambito medicamentoso ha effetti antispasmodici e cicatrizzanti. Il decotto prodotto con circa 50 g di fiori essiccati per litro d'acqua, è consigliato contro l'ulcera gastrica e l'afta; ha inoltre effetti sudoripari e preventivo/attenuanti dei dolori mestruali. Per il ciclo mestruale ha anche un effetto attenuante del flusso e regolarizzante (vedi). Viene a volte utilizzata all'interno di prodotti antistaminici per le allergie causate dalla polvere e dagli acari. In dermocosmesi la calendula viene largamente utilizzata, consigliata di volta in volta come disinfiammante (in colliri e detergenti intimi) nutriente e protettiva per la pelle, antiacneica.
Nell'uso domestico i fiori secchi si fanno macerare in olio d'oliva (50 g per mezzo litro) per produrre un rimedio per bruciature e ustioni. Si utilizza anche come impacco decongestionante.

Coltivazione

Fiore essicato con i semi in evidenza.

Gradiscono posizione soleggiata, terreno ricco e soffice, poco acido[4].

La moltiplicazione avviene con il seme. Nelle regioni meridionali e in Liguria si semina d'estate trapiantando o diradando le piantine in settembre-ottobre per la fioritura in novembre, che con opportuni ripari prosegue per tutto l'inverno, dando fiori più grandi rispetto alle fioriture estive portate dalle piante ottenute nelle zone a clima rigido, con la semina primaverile.

I semi sono posti sotto la corolla del fiore aranciato e hanno una forma a falce; quando il fiore appassisce e si secca divengono facilmente visibili. La loro forma permette loro, cadendo e venendo bagnati dalla pioggia, di rimanere parzialmente interrati con una punta rivolta verso l'esterno. I semi hanno, verso il lato esterno della falce, una doppia fila di protuberanze che si allontanano quando l'acqua e il caldo permettono al germoglio di cominciare a crescere, a quel punto il seme si apre proprio in corrispondenza di questa incernieratura.

In appartamento conviene gettare i semi, che possono essere prelevati direttamente dai fiori, eventualmente acquistati in erboristeria, su un vaso riempito di terriccio, successivamente coprirli con uno strato di circa 1 cm di ulteriore terriccio e bagnare abbondantemente. Preferiscono zone soleggiate, per questo conviene, se possibile, lasciare i vasi esposti verso sud in maniera da garantire sole tutto il giorno. Le piantine appena germogliate sono facilmente riconoscibili per le due foglioline allungate, lineari e spesse come quelle dei girasoli.

Avversità

Sono stati riscontrati attacchi da parte di funghi quali , , e , che provocano danni all'apparato fogliare.
Fra gli insetti è possibile riscontrare attacchi da parte del dittero , la cui larva scava sulle foglie una mina lunga e serpentiforme, e dell'afide , veicolo del virus Y della patata. Altri agenti patogeni sono , Aphis fabae e Myzus persicae, che provocano in alcuni casi l'accartocciamento delle foglie o l'arresto dell'accrescimento dei germogli.[5]

Simbologia

Nel linguaggio dei fiori la calendula rappresenta il dolore, il dispiacere e le pene d'amore[6].

Note

  1. ^ Angelo Mereu mette inoltre in relazione la rifioritura mensile con il mito di Adone, in un riepilogo della storia della calendula pubblicato in Erbe Secondo Natura, n. 24, aprile 1987, numero monografico sulla calendula.
  2. ^ F. Bianchini, F. Corbetta, M. Pistoia, Le piante della salute, Mondadori, Milano, 1975.
  3. ^ Scheda botanica in Erbe secondo natura, numero monografico sulla Calendula, citato.
  4. ^ Raffaele Curti, in Erbe Secondo Natura, numero monografico sulla Calendula, citato.
  5. ^ http://www.ilgiardinodelleerbe.it/images%20schede/Calendula..pdf[collegamento interrotto]
  6. ^ Calendula - Linguaggio dei fiori e delle painte

Bibliografia

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