Pericoli oggettivi ... alcuni consigli
Innanzi tutto, è bene che l'escursionista abbia con sé una adeguata attrezzatura tecnica: bussola, cartina del luogo, barometro/altimetro, fischietto e torcia elettrica, per poter dare l'allarme in caso di necessità, e altre attrezzature specifiche a seconda del tipo di escursione che intende compiere(ramponi, piccozza, ecc.)
È, inoltre, necessario avere sempre nello zaino l'abbigliamento adeguato: giacca a vento, mantella, ghette (utili anche in caso di pioggia), ricambi da indossare una volta all'asciutto.
È consigliabile non andare mai da soli e, accorgimento quasi mai adottato ma che talora si rivela un vero salva-vita, informare qualcuno dove si va e a che ora è previsto il rientro.
Questa accortezza si può adottare anche lasciando semplicemente un biglietto sul cruscotto dell'automobile.
All'occorrenza, il nostro "avviso" potrà facilitare enormemente l'opera di soccorso e forse salvarci la vita!
Cosa fare se il cattivo tempo ci sorprende in montagna?
In caso di... nebbia
In presenza di nebbia o con forte limitazione della visibilità dovuta ad altre cause, è possibile proseguire il cammino se:
abbiamo a disposizione una cartina e siamo in grado di valutare - "leggendone" attentamente i segni - le caratteristiche morfologiche del luogo (burroni, forre, ripidi pendii); in tutto questo ci sarà di grande aiuto la bussola.
Altrimenti
è preferibile fermarsi per un po' in attesa di una schiarita, piuttosto che camminare in un luogo sconosciuto senza sapere con certezza in quale direzione si trovi la nostra meta e correndo il rischio di incappare in gravi difficoltà.
Il diffondesi dell'uso dei navigatori satellitari ha ridotto di molto il rischio di perdersi.
Anche se sul navigatore non si hanno a disposizione carte dettagliate,
sarà sempre possibile tornare al punto di partenza, seguendo fedelmente la traccia rilevata all'andata.
In caso di... temporale
In caso di temporale, il pericolo maggiore è rappresentato dai fulmini.
Questi sono delle scariche elettriche dovute alla differenza di potenziale che si viene a creare tra nube e nube e tra nube e terra.
Queste scariche possono essere più o meno ramificate ma il ramo principale si scarica in genere su un picco, un albero o qualunque altra cosa che si stagli verso l'alto, seguendo il percorso che offre minor resistenza al passaggio della corrente.
In simili circostanze
si consiglia di:
- cercare possibilmente un riparo sicuro (casolare, stazzo, grotta, ecc.)
- abbandonare il più rapidamente possibile le cime delle montagne
- non ripararsi mai sotto alberi isolati o nelle immediate vicinanze di grossi massi isolati; questi potrebbero anche costituire un riparo ma è bene rispettare una distanza di sicurezza
- evitare di ripararsi in nicchie, fessure della roccia stillanti acqua e, comunque, non addossarsi mai a pareti rocciose, dato che roccia e acqua sono buoni conduttori di elettricità
- sostare su neve o ghiaccio piuttosto che su un terreno roccioso
- mettere ogni attrezzatura metallica (piccozza, ramponi) nello zaino in modo da isolarla dall'ambiente esterno. Meglio sarebbe disfarsene, per poi riprenderla quando il pericolo è cessato
- non indossare catenine od altri oggetti d'oro o di metallo (anche in questo caso vale quanto detto per le attrezzature al punto precedente)
- se proseguire il cammino non è possibile perché è troppo difficoltoso o rischioso, accovacciarsi a terra, proteggendosi con la mantella; se possibile isolarsi dal terreno con qualsiasi materiale isolante disponibile (legna asciutta, sacco a pelo, sacco tenda, ecc.)
Costituiscono un pericolo anche i fulmini che si scaricano tra nube e nube, quando ci si trova ad alta quota immersi in quella che a noi sembra nebbia ma che in realtà sono nubi.
A volte la nostra cute avverte la presenza di un campo elettrico, con delle sensazioni simili a quelle che si provano passando accanto ad un televisore acceso o scendendo da una macchina (attrazione dei peli, piccoli crepitii, ecc.); in questi casi ò bene spostarsi rapidamente da quella zona.
In caso di ... bufere e gelo
In assenza di vento, il gelo non rappresenta un grosso problema, soprattutto alle nostre quote e latitudini.
Per affrontarlo senza rischi eccessivi, è sufficiente uscire con un vestiario adeguato.
Spesso però, specialmente in alta montagna e in prossimità di valichi e selle, incontriamo forti venti che, insieme al gelo, rendono il freddo insopportabile, mentre le forti raffiche fanno essere il nostro cammino meno sicuro.
Non è consigliabile iniziare un'escursione in presenza di vento forte:
- forza 7-8, in estate
- forza 5, in inverno con gelo.
In queste note dedicate alla meteorologia per le escursioni in questo bel territorio umbro, omettiamo di tediarvi con la parte riguardante valanghe e slavine, per il semplice motivo che i monti di Trevi e della Valle Umbria meridionale non hanno solitamente un innevamento o le caratteristiche morfologiche per poter essere interessati da tali fenomeni.
Raccomandiamo, tuttavia, di informarsi sul tempo che farà prima di accingersi a fare un'escursione.
Radio e televisione diffondono più volte al giorno bollettini meteorologici molto accurati, con previsioni giornaliere e plurigiornaliere.
Stesso discorso vale per molti siti internet, alcuni dei quali presentiamo in questa sezione di TreviAmbiente alla voce links.
Ricordiamo sempre che l'errore più sciocco che possiamo commettere è sottovalutare i rischi che si possono correre in montagna: prevenirli è il miglior modo per evitarli.
Allo stesso modo, non dobbiamo sopravvalutare le nostre possibilità: questo tipo di atteggiamento ci può indurre a comportarci con leggerezza e superficialità.
Ed ora...
... gambe in spalla!