Usanze e tradizioni
Antichi rimedi
- Con la cera d'api
- Erbe per mondare
- Con le bacche di ginepro, il composto alcolico per frizioni
- Con le bacche di ginepro, il vino
- L'olio ferrato
- L'olio d'iperico
- La malva, una pianta dalle tante virtù: l'infuso
- La malva, una pianta dalle tante virtù: il decotto
- Con il mallo di noce: un decotto per capelli fragili
- Con le foglie del noce: un impacco per la pelle
- Con le foglie del noce: un infuso digestivo
- Il vino al rosmarino
- Dal rosmarino, un infuso per la tosse
- Dalla corteccia di salice, un decotto
- Dalla corteccia di salice, il vino contro l'insonnia nervosa
- Dal tarassaco, un decotto diuretico
- Dal tarassaco, un decotto per depurare dalle intossicazioni
- Dal tiglio, un infuso contro la tosse
- Dal tiglio, un infuso contro il mal di gola
- L'olio di tiglio
- L'olio cotto di tiglio
Credits ... ma non solo
L'ernata
L'ernata rappresenta una tradizione popolare la cui origine si perde nel tempo.
é legata alla caratteristica dell'edera di avvinghiarsi ad un sostegno per crescere e diffondersi, anche a scapito del tutore prescelto.
Il vicinato, quando veniva a conoscenza di una tresca amorosa, soprattutto tra persone già sposate (ma anche tra vedovi), si riuniva nottetempo per realizzare con le foglie d'edera - "erni", in dialetto - ghirlande, archi trionfali ed altri ornamenti.
Con queste decorazioni abbellivano gli ingressi, i cortili o le scale delle abitazioni degli amanti.
Spesso, lungo la strada che collegava le case degli innamorati, realizzavano un tappeto di foglie d'edera a simboleggiare la nuova unione.
Era, così, resa pubblica una storia amorosa che gli interessati avrebbero, molto probabilmente, preferito tenere accuratamente nascosta.
Talora l'"ernata" era utilizzata per evidenziare in modo forte un giudizio particolarmente negativo su una relazione sentimentale.
Ad esempio: se un uomo stava per sposare una donna di dubbia moralità, considerata indegna dello sposo designato, il tappeto d'edera era realizzato lungo il tragitto che l'uomo avrebbe compiuto il giorno appresso per recarsi in chiesa a maritarsi.