Il trebbiano spoletino tra storia e tradizioni
.JPG)
Nella nostra vallata, fino ad alcuni decenni orsono, si coltivava quasi esclusivamente questo trebbiano, chiamato spoletino, forse da quando Spoleto, divenuta capitale del Ducato, ebbe il predominio sulla valle.
La famiglia dei Trebbiani è, tra quelle della categoria, una delle più numerose.
I vitigni che vi appartengono si contraddistinguono per alcune caratteristiche comuni, pur evidenziando differenze tra loro che ne hanno permesso l’adattamento alle diverse situazioni pedologiche e climatiche.
Il trebbiano spoletino non è ancora iscritto al registro delle "cultivar", ma è classificato come "ecotipo a diffusione locale".

Solo recentemente sono stati trovati alcuni ceppi esenti da virosi e quindi utilizzabili per la selezione clonale, verso la quale si sta orientando la ricerca e la sperimentazione: questi porteranno presto alla giusta valorizzazione di un’uva di gran pregio, dalla quale si ottiene un vino eccellente.
Il trebbiano spoletino è, dunque, un vitigno a diffusione locale.
È tipico, infatti, della Valle Umbra meridionale e si trova particolarmente diffuso nella parte di vallata dove i torrenti Ruicciano e Tatarena scorrono attraversando i territori dei comuni di Spoleto, Castel Ritaldi, Montefalco e Trevi.
Si tratta di un vitigno tipicamente di pianura, che sembra smentire il luogo comune che colloca in collina la migliore viticoltura.
La pianta del trebbiano spoletino è vigorosa.
Necessita di spazio per la crescita e di sole per la maturazione del frutto.
.JPG)
Per questo motivo, gli agricoltori in passato pensarono bene di "maritarla" all’acero campestre o all’olmo. Potevano, così, garantire una sufficiente distanza dei tralci dal suolo e scongiurare le insidie delle gelate tardive tipiche della pianura.
Al contempo, riuscivano ad assicurare un buon soleggiamento dei grappoli che pendevano abbondanti dai lunghi tralci, legati in coppia ai fili di ferro tesi tra un albero tutore e il successivo, realizzando in questo modo le cosiddette "tirate".
.JPG)
Nella prospettiva di perseguire una maggiore qualificazione della viticoltura locale, il trebbiano spoletino meriterebbe molta più attenzione e considerazione di quella che ha tuttora.
Possiede, infatti, un’elevata capacità d’accumulo degli zuccheri, superiore agli altri trebbiani, ed una degradazione dell’acidità piuttosto lenta.
Questi elementi giocano a favore di una vinificazione di qualità, come ben sanno gli esperti del settore.

Il vino ottenuto dal trebbiano spoletino è fresco ed aromatico, corposo ed equilibrato.
Queste caratteristiche lo rendono interessante per essere valorizzato come tale, ma anche per essere usato come base nella vinificazione degli spumanti.
Diverse istituzioni pubbliche, da alcuni anni, stanno lavorando perché tali pregevoli caratteristiche siano sempre più apprezzate dal mercato e per favorire una maggiore diffusione del vitigno tra i viticoltori.
Se l’omonimo vino bianco ottenuto dal trebbiano spoletino si presenta con ottime caratteristiche organolettiche, pure degno di considerazione è il vinsanto, un passito dall’aroma inconfondibile ottenuto dalla stessa uva.
Un tempo, nel territorio trevano, il vinsanto era prodotto e confezionato per la vendita da pochi grossi proprietari terrieri, ma moltissime famiglie lo preparavano nel fresco delle proprie cantine per il consumo diretto.
.JPG)
Nelle soffitte e nelle cantine si possono ancora trovare i "telarini", dove l’uva era messa ad appassire, il torchietto ed i preziosi "caratelli" per l’invecchiamento del vino, ognuno dei quali gli trasmetteva il caratteristico unico aroma.
Attualmente la coltivazione del trebbiano spoletino si è molto ridotta per la morìa degli olmi causata dalla graphiosì ma, soprattutto, per l’abbattimento delle "piantate" volto a favorire un'agricoltura meccanizzata ed intensiva.
Anche laddove, nel recente passato, sono state impiantate nuove vigne, il trebbiano ha lasciato il posto ad altre varietà.
Sono stati scelti vitigni, magari pubblicizzati dalla "moda" del momento, spesso più produttivi e redditizi, secondo una tendenza proiettata verso la produzione di massa, dove la qualità era sicuramente posta in secondo ordine.
.JPG)
Da qualche tempo però, fortunatamente, si sta assistendo ad un’inversione di tendenza.
Oggi il consumatore guarda con sempre maggiore interesse alle produzioni di alta qualità dove, sicuramente, il vino trebbiano spoletino troverà presto la sua più giusta e meritata collocazione.