Prodotti tipici della tradizione locale

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Il trebbiano spoletino: curiosità e ricette


Paste di mosto

Paste di mosto
In un recipiente capiente si mettono 1 litro di mosto, 1/2 litro d'olio, 1 kg di zucchero, 1/2 bicchiere di mistrà, due bustine di uva sultanina, anice a piacere.
Si aggiungono, poi, 1/2 bicchiere di latte, ove siano stati precedentemente disciolti 2 etti di lievito di birra, un pizzico di sale e farina q.b.
Si lavorano tutti questi ingredienti così da ottenere una pasta consistente come quella del pane.
Si formano, quindi, delle ciambelline non troppo grandi, che si fanno lievitare al caldo.
Quando le ciambelline hanno raggiunto una sufficiente lievitazione, s'informano a 150° per circa 15-20 minuti e, comunque, fino a raggiungere una bella colorazione dorata. Le paste migliori si preparavano con il mosto ottenuto dal trebbiano spoletino.

Seccaiola e cesta di vimini con uva secca e rametti essiccati di menta

I grappoli migliori di trebbiano spoletino...
I grappoli migliori di trebbiano spoletino venivano appoggiati, uno accanto all'altro, su dei graticci, "le seccaiole", realizzati intrecciando vimini o su delle tavole di legno, quindi si mettevano nel forno appena caldo ad asciugare.
L'operazione veniva ripetuta più volte fin quando, nel giro di qualche giorno, l'uva non era completamente asciutta.
Si conservava quindi in sacchetti di cotone o in ceste di vimini, con l'aggiunta di qualche foglia di alloro o di menta, i quali avevano la funzione di facilitarne la conservazione, allontanando eventuali parassiti.
Veniva poi utilizzata nella preparazione di dolci (in particolare per la "'ntorta o rocciata") oppure per la tradizionale "pizza sotto lu focu della Venuta" cucinata il 9 dicembre, giorno in cui, secondo la tradizione cattolica, è avvenuta la traslazione della santa Casa di Loreto dalla Terra Santa.
Inoltre, insieme ai fichi secchi, era un'ambita ricompensa per qualche piccolo servigio reso dai bambini.