Gli orti delle Canapine tra storia e tradizioni
Con il nome Canapine si indica la zona della Valle Trevana situata ad ovest della SS. n.3 Flaminia, immediatamente a ridosso dell’abitato di Borgo-Trevi, in direzione di Santa Maria Pietrarossa.
Si tratta di una stretta striscia di terra compresa tra il Borgo ed il Fiume Clitunno, le cui sorgenti sono situate a poca distanza nel comune di Campello sul Clitunno.
L’acqua del fiume, fresca e limpida, che si insinua nei numerosi fossi camperecci, rende il terreno di questa zona profondo, ricco di humus e quindi fertilissimo, adatto a colture particolarmente esigenti, come la canapa che, in un tempo che si perde ormai nella storia, veniva qui coltivata e da cui, probabilmente, prende origine il toponimo del posto.
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Quest’area ristretta è da tempo immemorabile utilizzata per le produzioni ortive, che qui vengono ancora effettuate con metodi antichi e rispettosi dell’ambiente, da parte di tanti piccoli ortolani che lavorano la loro terra con la stessa dedizione con cui si coltiverebbe l’orto di famiglia.
Gli ortaggi si avvicendano gli uni agli altri per tutto l’arco dell’anno così, ad esempio, si va dalla coltivazione degli spinaci, del radicchio, dei cavoli e broccoli, dei cardi (meglio conosciuti come gobbi) in autunno-inverno, alle insalate, ai pomodori, ai peperoni, alle melanzane, ai fagiolini, alle carote, al sedano nero e a molti altri ortaggi, in primavera-estate.
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Il vero "principe" di questa zona è sicuramente
il sedano nero che, seppure prodotto in quantità molto limitata, come prodotto tipico locale alimenta una nicchia di mercato molto interessante che trova la sua massima espressione nella mostra-mercato che si tiene nel Capoluogo la terza domenica di Ottobre.
La particolarità di questo ortaggio è dovuta al fatto che si tratta di un ecotipo selezionatosi localmente e quindi con particolari caratteristiche organolettiche, ma l’unicità del prodotto sembra legata anche alla purezza delle acque con cui vene irrigato: quelle sorgive, fresche e limpide, del fiume Clitunno.
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Vero o non vero, è comunque certo che i tentativi di coltivazione effettuati in altri ambienti non hanno mai dato risultati soddisfacenti.
Oggi, gli ortaggi di Trevi raggiungono i mercati delle città più vicine, ma una vivace attività commerciale esiste anche sul posto di produzione, alimentata da acquirenti locali che, quotidianamente, vanno a rifornirsi di prodotto fresco e genuino.