La castagna: curiosità e ricette
Il modo di gustare le castagne come "caldarroste" o di cucinarle in alcune preparazioni tradizionali, soprattutto dolci, è conosciuto da molti ed è facile trovare queste ricette in molti libri di cucina.
Vogliamo qui soltanto ricordare alcune abitudini locali di utilizzare le castagne, particolarmente quelle di Manciano e alcuni aneddoti collegati a questo frutto.
Le caldarroste

Quando si tolgono le "caldarroste" dal fuoco può risultare gradevole una sfumata con dell’ottimo "Trebbiano Spoletino".
Le castagne devono essere poi avvolte per qualche minuto in un canovaccio di cotone prima di consumarle.
Castagne lessate

Se si vogliono gustare le "castagne lessate", l’acqua di cottura deve essere salata e aromatizzata con abbondante finocchio selvatico.
Le castagne devono bollire a lungo, fintanto che la pellicola che ricopre la polpa non si stacchi con facilità (le castagne devono pelarsi).
Le mosciarelle

Un tempo, con le castagne che non venivano consumate come prodotto fresco e con quelle più piccole, si preparavano le "mosciarelle".
Queste sono i frutti lasciati asciugare e privati della buccia e della pellicola.
Con la perdita di acqua queste castagne si conservavano con più facilità e diventavano particolarmente dolci e gustose, tanto da venire utilizzate dalla mamme e dalle nonne come "premio" per i bambini più bravi e volenterosi insieme ai fichi e all’uva "secchi".
A volte è ancora possibile trovare le mosciarelle presso qualche bancarella dei mercati tradizionali locali che si organizzano durante l’anno in questa zona.