Prodotti tipici della tradizione locale

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La canapa: curiosità


La canapa e la lavorazione del maiale
Icona canapaNell’alimentazione contadina, il maiale era tra le principali fonti di proteine animali.
La macellazione del maiale avveniva nel periodo più freddo dell’anno.
Il maiale era scannato, tagliando di netto la giugulare, e lasciato dissanguare.
La prima operazione che seguiva la macellazione, consisteva nell’asportare le setole: questo lavoro si poteva eseguire ammorbidendole con acqua bollente e quindi raschiandole con la lama di un coltello, oppure bruciandole con torce di cannucciola o con i"cannucci", vale a dire gli steli residui della sfibratura della canapa.

Li saccuni
Icona canapaCon questo termine dialettale erano indicati grossi sacchi di tela (di canapa o di cotone) riempiti con le foglie interne, più morbide e sottili, del granturco, separate da quelle esterne ed utilizzate come imbottitura per i materassi - li saccuni, appunto - che la tradizione ci ricorda come particolarmente caldi e confortevoli.
Li saccuni avevano due asole lasciate aperte per introdurre le mani con le quali si riassettavano, di tanto in tanto, le foglie del granturco.

Fino agli anni '20...
Icona canapal'ottanta per cento dei prodotti tessili era prodotto con la canapa, così come il novanta per cento dei cordami nautici e il settantacinque per cento della carta.
Nell’articolo "Stupefacente Canapa" leggiamo che: "... Su pagine di Cannabis furono tra l’altro stampati la Bibbia di Gutenberg nel quindicesimo secolo, o il primo abbozzo della Dichiarazione d’Indipendenza statunitense nel 1776.
Nel 1913, con circa 100.000 ettari di campi, l’Italia veniva considerata il secondo produttore al mondo dopo la Russia.
"
La fine della coltivazione della canapa trova i suoi perché nella rivoluzione determinata dalle fibre chimiche, derivate dalla lavorazione del petrolio (nylon).
Grazie, anche, ad una campagna denigratoria basata sul contenuto in tetraidrocannabinolo, principio attivo allucinogeno presente nella varietà indica della Cannabis, una delle coltivazioni più antiche del mondo è stata completamente annientata.
Torna, di tanto in tanto, agli onori della cronaca, in occasione della scoperta di appezzamenti di terreno coltivati per la produzione di marijuana.
In quest’ottica, nel 1990 la coltivazione di Cannabis sativa è stata vietata sull’intero territorio nazionale.
In deroga alla stessa normativa, tuttavia, nel 1997 il Ministero per le Politiche Agricole ha permesso alle regioni di destinare vari ettari di terreno, in via sperimentale, alla coltivazione della Cannabis sativa vulgaris, varietà di canapa con un bassissimo contenuto in proprietà stupefacenti.
La coltura della canapa sarà quindi progressivamente reintrodotta nelle coltivazioni italiane, grazie anche agli incentivi dell’Unione Europea.

Una curiosità ancora...
Icona canapaAll’Istituto di colture industriali di Bologna è operativo un progetto, finanziato dallo stesso MiPAF, per produrre piante sicuramente identificabili come Cannabis sativa vulgaris e individuare così, facilmente, le eventuali colture della varietà indica utilizzabili per la produzione di droghe.
Si tratta di una tecnica di irraggiamento dei semi con raggi gamma e trattamento con mutageni chimici.
Questa permetterà di ottenere piante di Cannabis sativa con piccioli violacei anziché verdi; o ancora, con la parte terminale delle foglie – quella a maggior contenuto di tetraidrocannabinolo – di colore giallo.
In tal modo sarà più facile distinguere le due varietà, operare i controlli imposti dalla vigente normativa e ridare, quindi, vigore ad una coltivazione la cui storia si perde nella notte dei tempi.

Il "Wall Street Journal"...
Icona canapaha annunciato che, utilizzando le sostanze benefiche (circa 60) contenute nella pianta di canapa, alcuni ricercatori statunitensi hanno creato farmaci importanti per curare la nausea, per superare crisi legate alla chemioterapia, per favorire l’appetito nei malati di AIDS.
La stessa fonte cita, inoltre, che scienziati di diversi paesi stanno studiando come somministrare quelle sostanze senza generare gli effetti tipici della marijuana.