La canapa: approfondimenti
Dalla corteccia interna del fusto, come descritto, si ottengono fibre tessili che, in caso di recente impollinazione, possono essere utilizzate per la produzione di stoffe o, diversamente, di corde e tessuti particolarmente robusti e durevoli.
A partire dai semi si producono alcune sostanze cosmetiche e dai residui legnosi un tipo di carta.
In uno studio dell’
Istituto tedesco per la Ricerca Ambientale Applicata si legge: "... - la canapa -
soffoca le erbacce
grazie all’altezza e alla compattezza dei suoi fusti, riducendo drasticamente la necessità di usare diserbanti;
inoltre migliora la qualità del terreno con le sue radici profonde e sottilmente ramificate".
Questa pianta può risultare utile, pertanto, come pianta pioniera nella coltivazione di terreni incolti e paludosi.
Nello stesso studio, troviamo che: "
La canapa è assai meno soggetta ai parassiti rispetto ad altre piante
da fibra come il lino e il cotone, che malgrado l’uso di prodotti specifici arrivano a subire perdite pari a circa il 50 per cento del raccolto".
L'insieme delle fibre utilizzabili ai fini tessili è detto tiglio, si trova nella corteccia fino nel piede della pianta;
per questo la canapa si estirpa o si taglia a filo del terreno.
Il breve ciclo vegetativo che caratterizza questa pianta consente la sua coltivazione in diversi tipi di clima,
tuttavia i risultati migliori si ottengono in presenza di un clima caldo-umido e se la zona di coltivazione è
poco battuta dai venti.
La semina della canapa deve avvenire quando si è certi che non vi saranno più brinate intense e quindi,
nelle nostre zone, a seconda dell'andamento della stagione invernale, indicativamente tra la fine di febbraio e
la prima decade di marzo.
La canapa soffre in modo particolare i caldi precoci, specie se accompagnati da forte aridità.
Il ristagno idrico, soprattutto se prolungato, può provocare danni alle radici in presenza di terreno ricco di argilla.
L'umidità abbondante si rivela, per contro, un fattore importante per la crescita delle piante se si è in presenza
di terreni ghiaiosi e sabbiosi, quindi sciolti e ricchi di scheletro.
La raccolta dovrebbe avvenire, preferibilmente, quando le piante maschili sono giunte al termine della fioritura,
il polline è stato "liberato", gli steli e le foglie sommitali iniziano ad ingiallire.
Le piante femminili vanno tagliate anche un mese più tardi, quando già iniziano a seccare, debbono, infatti,
portare a maturazione il seme.
Il taglio delle piante di canapa, nelle nostre zone, potrebbe avvenire, di norma, tra la fine di luglio
e i primi giorni di agosto: tuttavia, la normativa europea impone il taglio della canapa quando si è formato
almeno il 50% del seme, anche se questo determina un danno alla qualità della fibra utilizzabile a fini tessili.