Aristolochia - famiglia delle Aristolochiacee
Aristolochia ssp. L. - famiglia delle Aristolochiacee
- Aristolochia rotunda L., aristolochia, erba astrologa
- Aristolochia clematitis L., detta strallogi, ristologi
Descrizione
L'aristolochia (
Aristolochia rotunda L.) è una pianta perenne, alta dai 20 ai 50 cm circa, con fiori solitari, portati all'ascella delle foglie.
Queste sono alterne, cuoriformi, più o meno sessili, con i lobi inferiori arrotondati che quasi abbracciano il fusto.
Il fiore è ad un lobo (piano di simmetria unico), con il tubo di colore giallo-verdastro e il lembo, linguiforme, di colore porporino, marrone scuro.
Può ricordare nella forma una trombetta.
La radice è un grosso tubero, praticamente sferico.
Il frutto è globulare, con diametro di 1 - 2 cm.
Fiorisce da maggio a giugno.
Nelle nostre zone l'abbiamo trovata nei boschi cedui, ai margini dei sentieri.
La possiamo riconoscere:
- per le foglie cuoriformi, praticamente sessili, con lobi spesso sovrapposti e venature della pagina superiore infossate
- per i fiori tubuliformi, con lembo linguiforme, con punta smussata, di colore dal porporino al marrone scuro.
Tossicità
Non abbiamo trovato indicazioni precise relative ai caratteri di tossicità della
A. rotunda, mentre sono noti dati sulla
Aristolochia clematitis (detta strallogi o ristologi).
Giovanni Negri, tuttavia, nel suo "Erbario figurato" evidenzia che
da un punto di vista erboristico tutte le aristolochiacee debbono essere trattate sempre con estrema cautela "... data la generale e notevole velenosità di tutte le specie di questo genere ...".
Inoltre, in "Atlante delle piante medicinali" [I. e P. Schonfelder, Franco Muzzio editore, Padova 1989] leggiamo che "... droghe e preparati con aristolochia o con acido di aristolochia, sono stati ritirati dal commercio nel 1981 a causa di sospetta cancerosità."
Per tali motivi la citiamo in questo lavoro.
Il grosso tubero, subsferico, contiene diversi principi attivi, tra cui un alcaloide amaro, tossico, l'aristolochina, acido di aristolochia, tannini e amminoacidi liberi.
Il nome generico sembra derivi dal greco ed abbia il significato di "ottimo parto", richiamando in tal modo le proprietà medicinali anticamente riconosciute a questo genere.
Curiosità
La particolare struttura delle aristolochiacee, ci indica l'adattamento di queste piante ad essere impollinate dagli insetti, con un meccanismo simile a quello messo in atto dagli
Arum.
In pratica, gli insetti attirati dall'odore, non proprio gradevole, della pianta, penetrano nel fiore, il cui corridoio di accesso, tubuliforme, è irto di peli.
Qui sono costretti a lasciare il polline di cui erano carichi.
Terminata la fecondazione, i peli presenti all'ingresso del fiore si ammosciano e lasciano uscire l'insetto, che può involarsi verso altri fiori e continuare, così, la sua opera.
La conformazione particolarissima del fiore ha sollecitato la fantasia popolare da cui deriva, per motivi legati a superstizioni varie, il nome volgare di erba astrologa.