Erbe velenose

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Aquilegia - famiglia delle Ranuncolacee


Aquilegia vulgaris, aquilegia.

Aquilegia vulgaris L. - famiglia delle Ranuncolacee

  • Aquilegia vulgaris L., amor nascosto o colombina

Descrizione


Si tratta di una bella pianta erbacea, perenne, alta fino ad 80 - 100 cm circa..

I fiori si presentano con cinque petali poco evidenti ed un calice appariscente, grande e di bella colorazione, dal blu al violetto, ma anche bianca o rosata.

Tipici sono gli speroni fiorali, all'apice ricurvi ad uncino, che racchiudono il nettare.

Gli stami sono piuttosto brevi e non fuoriescono dalla corolla.

I frutti contengono piccoli semi nero-verdastri, lucidi, lunghi circa 2,5 mm.

Le foglie sono pennatopartite, ad elementi lobati e dentati.

Quelle cauline sono più piccole e meno lobate delle basali.

I lunghi steli portano una ricca fioritura di fiori penduli, caratteristicamente rivolti vero il basso.

Fiorisce da giugno a luglio.

Nelle nostre zone, la troviamo allo stato naturale, specialmente nei boschi, ma anche come forma coltivata in molteplici cultivar, anche doppie e ibridi grandiflore, dai colori più vari e anche bicolori.

La possiamo riconoscere: per i bei fiori, con 5 sepali e 5 speroni terminanti ad uncino, in genere di colore blu - violaceo, e le foglie composte, lobate e dentate, la cui delicatezza ci fa subito intuire che si tratta di una pianta originaria dei boschi e che ama esposizioni poco o affatto assolate.

Tossicità


Si tratta di una pianta tossica, come praticamente tutte le ranuncolacee, per la presenza di glicosidi che possono danneggiare il muscolo cardiaco.

Come accade per molte specie di questa famiglia, il fieno di aquilegia è, invece, praticamente innocuo.

Curiosità


Il nome generico è di origine incerta, molti ritengono derivi da aquila, trovando una certa somiglianza tra gli speroni dell'uccello più nobile, che abita i nostri cieli, e gli speroni, terminanti ad uncino e ricchi di nettare, che contraddistinguono questo fiore.

Ne "Il libro dei fiori" [I. Pizzetti e H.Cocker, Garzanti, Milano 1968], gli autori consigliano di coltivarla, associandola ad altre piante e fiori di bosco (felci, spirea, potentilla, ranuncoli e campanula a foglie di pesco), suggerendo, anche, di raggrupparne più varietà e specie per formare un boschetto di aquilegia.
Questo potrà fiorire da aprile (var. Dunkelblauer Riese e A. coerulea) sino ad ottobre (A. skinneri - se si avrà l'accortezza di tagliare con costanza i fiori avvizziti), passando, a luglio, per la grande fioritura della A. vulgaris, con le sue innumerevoli cultivar.