Erbe velenose

www.treviambiente.it

Erbe velenose

Le diverse specie

A

B

C

D

E

F

G

I

L

M

R

S

T

U

V

Altre specie ...in breve

Indici per ...colore

Il colore delle bacche

Il colore dei fiori

Altre specie ... fiori rosa, rossi, rossastri...


Amarillide


Amaryllis belladonna, famiglia delle Amarillidacee - originaria del Sudafrica, molto diffusa come pianta da appartamento per i grandi fiori gigliformi, molto profumati e belli.

Tutta la pianta è tossica (in special modo lo è il bulbo) per la presenza di alcaloidi tra cui citiamo la bellamarina.

Le popolazioni primitive indigene usavano utilizzare il veleno estratto dai bulbi di amarillide (opportunamente miscelato ad altri composti vegetali) per avvelenare le punte delle frecce.

Begonia


Begonia semperflorens Link e Ott, famiglia delle Begoniacee - ha fiori piccoli da bianchi a rosa pallido; ne esistono numerosi ibridi.

Questa specie può causare dermatiti da contatto, specialmente maneggiandone le foglie.

Dalia


Dahlia variabilis (Willd.) Desf., famiglia delle Composite - dai bellissimi fiori rosso scarlatto, causa dermatiti da contatto e disidratazione cutanea, specialmente maneggiando le foglie e i tuberi.

Del genere Dahlia esistono numerose specie, alcune anche a fiori bianchi come la Dahlia imperialis e ibridi, con varietà coltivate di tantissimi colori diversi.

Geranio coltivato


Geranium maculatum L., famiglia delle Geraniacee - questa pianta può causare dermatiti da contatto, specialmente in soggetti sensibili.

Lupino


Lupinus albus L., Lupinus polyphyllos Lindl., e specie affini, della famiglia delle Leguminose - si tratta di una specie facilmente coltivata nei giardini per le macchie di colore che riescono a donare ai nostri spazi verdi.

I semi di queste piante contengono vari alcaloidi: se consumati freschi possono rivelarsi mortali, specie per i bambini.

Oleandro


Nerium oleander L., famiglia delle Apocinacee - le manifestazioni più comuni della tossicità dell'oleandro sono le dermatiti per contatto che si sviluppano toccando le foglie.

È noto, dalla letteratura di settore, che carni arrostite con legna di oleandro possono determinare casi di avvelenamento.

Rosacee


Cotoneaster ssp. L., Prunus ssp. L., Sorbus ssp., famiglia delle Rosacee - molte rosacee contengono, nei frutti o nei semi, un principio attivo altamente tossico la amigdalina, che per azione enziamtica nel tubo digerente libera il velenosissimo acido cianidrico.

L'amigdalina è presente nella parte carnosa dei frutti dei Cotoneaster ssp. e nei semi, ad esempio, dei generi Prunus e Sorbus.

Tra i Prunus coltivati ricordiamo le pesche e le albicocche, mentre tra i Sorbus spontanei nel nostro territorio, il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e il sorbo montano (Sorbus aria).

Ricordiamo che l'ingestione dei semi (le così dette mandorle) delle albicocche o delle pesche può causare gravi forme di avvelenamento, cinque semi (ma in soggetti delicati anche meno) possono rivelarsi addirittura mortali per un bambino.

Tulipano


Tulipa ssp. sl. L., famiglia delle Liliacee - la presenza di un glicoside (la tulipanina A) rende i bulbi, ma anche i petali, tossici e possibile causa di dermatiti e vomito.

È opportuno utilizzare i guanti per maneggiare i bulbi di tulipano ed evitare di mangiarne i petali, se qualcuno li avrà usati per decorare, ad esempio, un bel dolce!