Erbe velenose

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Erbe velenose

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Amarillide


Amaryllis belladonna, famiglia delle Amarillidacee - originaria del Sudafrica, molto diffusa come pianta da appartamento per i grandi fiori gigliformi, molto profumati e belli.

Tutta la pianta è tossica (in special modo lo è il bulbo) per la presenza di alcaloidi tra cui citiamo la bellamarina.

Le popolazioni primitive indigene usavano utilizzare il veleno estratto dai bulbi di amarillide (opportunamente miscelato ad altri composti vegetali) per avvelenare le punte delle frecce.

Dalia


Dahlia variabilis (Willd.) Desf., famiglia delle Composite - dai bellissimi fiori rosso scarlatto, causa dermatiti da contatto e disidratazione cutanea, specialmente maneggiando le foglie e i tuberi.

Del genere Dahlia esistono numerose specie, alcune anche a fiori bianchi come la Dahlia imperialis e ibridi, con varietà coltivate di tantissimi colori diversi.

Lupino


Lupinus albus L., Lupinus polyphyllos Lindl., e specie affini, della famiglia delle Leguminose - si tratta di una specie facilmente coltivata nei giardini per le macchie di colore che riescono a donare ai nostri spazi verdi.

I semi di queste piante contengono vari alcaloidi: se consumati freschi possono rivelarsi mortali, specie per i bambini.

Ruta


Ruta graveolens L., detta anche erba ruta, famiglia delle Rutacee - è una pianta inconfondibile, originaria del Mediterraneo orientale, talora inselvatichita anche nei nostri ambienti sub-montani, spesso coltivata.

Ha fusti dal particolare e tipico colore blu-verde, lisci, dall'odore distintivo, molto penetrante.

Le foglie sono piccole e triangolari, i fiori sono piccoli, a 4-5 petali gialli, con 4-5 sepali liberi, i frutti sono capsule contenenti semi neri angolosi.

È una pianta medicinale, si raccoglie prima della fioritura quando ha il massimo contenuto in principi attivi, tra cui ricordiamo la rutina (un alcaloide), tannini e resine.

Utilizzata in gravidanza può portare ad aborti spontanei.

Nell'uso esterno può causare fenomeni di foto-sensibilizzazione e dermatiti anche gravi.

Pianta considerata magica, per il suo odore penetrante, si riteneva potesse proteggere dai serpenti velenosi, in particolare dalle vipere.

Tutta la pianta contiene componenti tossici e la tossicità è complessivamente elevata.

La ruta è una pianta da trattare con grande accortezza.

Senecione di san Giacomo


Senecio jacobea L., famiglia delle Composite - pianta erbacea alta anche 80 cm con fusto rosso-brunastro, caratterizzato da evidenti solcature.

La parte superiore è molto ramificata e porta pannocchie fiorali con capolini di colore giallo di 1,5-2,0 cm di diametro.

Ad impollinazione avvenuta i fiori sterili (quelli erroneamente ma comunemente considerati i petali del fiore) si abbassano.

Il frutto è un achenio cilindrico con pappo lungo circa il doppio dell'achenio stesso.

Questa pianta contiene alcaloidi tossici che portano a gravi alterazioni del fegato.

Animali al pascolo che si nutrono del senecione di San Giacomo sono soggetti ad avvelenamento cronico con problemi digestivi ed epatici, andatura barcollante, collasso.

Tulipano


Tulipa ssp. sl. L., famiglia delle Liliacee - la presenza di un glicoside (la tulipanina A) rende i bulbi, ma anche i petali, tossici e possibile causa di dermatiti e vomito.

È opportuno utilizzare i guanti per maneggiare i bulbi di tulipano ed evitare di mangiarne i petali, se qualcuno li avrà usati per decorare, ad esempio, un bel dolce!