Altre specie ... bacche rosse
Fitolacca americana
Phytolacca americana L., famiglia delle Fitolaccacee - bacche e pianta adulta sono irritanti, possono causare per ingestione problemi gastrointestinali, con disturbi molto fastidiosi specialmente nei bambini.
È la così detta "uva turca".
Si tratta di una pianta erbacea perenne alta sino a tre metri, con foglie alterne, piccole ed ovate, fiori bianchi poco appariscenti.
In autunno la pianta assume caratteri decisamente sgargianti, con le foglie e parte del fusto che divengono color rosso-fuoco mentre dai fiori ormai appassiti si sviluppano infruttescenze di bacche color porpora scuro che macchiano tantissimo.
È pianta infestante di orti e giardini, si trova in generale negli ambienti ruderali.
Ginepri
Juniperus oxycedrus L.,
Juniperus communis L.,
Juniperus sabina L., famiglia delle Cupressacee - come noto le bacche scure del ginepro comune sono frequentemente utilizzate in cucina per aromatizzare i cibi, gli arrosti in particolare.
Con le bacche di un tipo di ginepro, inoltre, viene profumato il liquore anglosassone noto come gin.
Un utilizzo esagerato di queste piante aromatiche è sempre sconsigliato per la presenza di composti irritanti.
Nelle Alpi e in alcune aree appenniniche, inoltre, è presente la specie
Juniperus sabina che è decisamente la più velenosa tra tutti i ginepri.
Si distingue dalle altre specie perché le foglie, riunite a verticilli di tre elementi, aghiformi da giovani, divengono squamiformi e addossate ai rametti, da adulte; mentre le bacche sono di colore nero-azzurro, pruinose, presentano cioè una leggera velatura biancastra, e pendenti.
Nei casi più gravi l'uso del J. sabina può provocare anche la morte.
Dunque il consiglio è imparare a distinguere i vari tipi di ginepro e comunque non esagerare mai con l'utilizzo di piante aromatiche.
Rosacee
Cotoneaster ssp. L.,
Prunus ssp. L.,
Sorbus ssp., famiglia delle Rosacee - molte rosacee contengono, nei frutti o nei semi, un principio attivo altamente tossico la amigdalina, che per azione enziamtica nel tubo digerente libera il velenosissimo acido cianidrico.
L'amigdalina è presente nella parte carnosa dei frutti dei
Cotoneaster ssp. e nei semi, ad esempio, dei generi
Prunus e
Sorbus.
Tra i Prunus coltivati ricordiamo le pesche e le albicocche, mentre tra i
Sorbus spontanei nel nostro territorio, il sorbo degli uccellatori (
Sorbus aucuparia) e il sorbo montano (
Sorbus aria).
Ricordiamo che l'ingestione dei semi (le così dette mandorle) delle albicocche o delle pesche può causare gravi forme di avvelenamento, cinque semi (ma in soggetti delicati anche meno) possono rivelarsi addirittura mortali per un bambino.
Tasso
Taxus baccata L., detto anche albero della morte, famiglia delle Taxacee - si tratta di una taxacea, famiglia affine a quella delle conifere, ma priva di resine, a portamento arboreo o arbustivo, con foglie piatte ed aghiformi, superiormente di colore verde scuro.
La produzione dei fiori inizia dopo il decimo anno di vita.
Dai fiori femminili nasce un solo seme avvolto da un arillo carnoso di colore rosso vivo.
Tutta la pianta è velenosa, salvo proprio l'arillo carnoso (ma non il seme), soprattutto per la presenza della taxina, un alcaloide estremamente tossico.
Non si trova nel nostro ambiente allo stato naturale, ma la citiamo perché è facilmente coltivata a scopo ornamentale in parchi e giardini.
Attenzione: non ingerite e non masticate assolutamente il seme, forse la parte più velenosa e ricca di taxina di tutta la pianta.
Viburno
Viburnum opulus L., famiglia delle Caprifogliacee - la presenza di saponine e di un olio essenziale può causare irritazioni gastrointestinali, diarrea, vomito e collasso cardiocircolatorio, e condurre sino alla morte.
Le parti più pericolose sono le bacche rosse, in particolare per i bambini che più facilmente ne possono essere attratti per il colore appariscente, e la corteccia, peraltro usata in omeopatia per combattere i dolori mestruali.