Sant'Antonio abate, Cannaiola
Lungo via S. Angelo nuovo, all'incrocio con Via Montepulciano, non lontana dalla parrocchiale di Cannaiola (il Santuario dedicato al Beato Pietro Bonilli) incontriamo la chiesetta seicentesca di Sant'Antonio Abate.

Questo edificio fu fatto edificare nel 1660 dal parroco don Flaminio Renzi.
Ha un solo altare dedicato al Santo titolare e sulla parete era presente un quadro che ci ricorda don Bonilli: "
orridamente rappresenta la Vergine, S. Antonio e S. Filippo Neri".
I SANTI
Sant'Antonio abate - si festeggia il 17 gennaio.
Nacque a Coma (Menfi), in alto Egitto, nel 251.
Visse sempre in Egitto, ove morì ultracentenario nel 356.
Dall'età di 20 anni iniziò un percorso di vita votato all'ascetismo e alla solitudine, vincendo ogni sorta di tentazione.
Nel 311 si recò ad Alessandria per sostenere i cristiani condannati a morte durante le persecuzioni di Massimino Daia e 44 anni dopo vi ritornò per confutare l'eresia dell'arianesimo.
Fu considerato un sant'uomo già in vita ed è ancora oggi ritenuto uno degli asceti più importanti del cristianesimo antico, avendo dato origine alle forme di vita semianacoretiche, diffusesi con i monasteri greci e russi.
È il santo protettore degli animali domestici, dei macellai, dei salumai e dei pastori, ma anche dei contadini e dei canestrai in considerazione del fatto che per anni visse coltivando orti ed intrecciando canestri e stuoie.
Sant'Antonio Abate è stato uno dei santi più venerati nelle nostre campagne.
Praticamente in tutte le stalle si trovava un'immagine del santo, quasi sempre raffigurato con un maiale accanto. Spesso l'immagine era una semplice stampa incorniciata, attaccata alla parete con un chiodo.
Tra Bevagna, Foligno, Trevi e Castel Ritaldi è ricordato Armando Mesca: un vecchio pittore di Bevagna che, intorno agli anni '50, accontentandosi di quanto strettamente necessario per sopravvivere - un tetto sotto cui ripararsi, un po' di cibo e di vino - dipingeva, con stile molto approssimativo, direttamente sulle pareti delle stalle, tempere raffiguranti sant'Antonio Abate e gli animali.
In occasione della festa di sant’Antonio Abate, sul sagrato delle chiese o sulle piazze antistanti, si svolgeva la tradizionale benedizione degli animali.
Questa usanza, ancora sentita nelle nostre campagne, sta tornando di moda anche presso gli abitanti della città, con il rinnovato amore verso gli animali domestici.
Sant'Antonio é invocato contro l'herpes zoster, chiamato popolarmente proprio fuoco di sant'Antonio.
Nell'iconografia classica occidentale è ricordato vestito da eremita con un bastone a T, una campanella ed un maiale; talvolta ai suoi piedi è raffigurato il diavolo - questo è anche rappresentato sotto forma di animale feroce, in riferimento all'episodio raccontato nella "Vita di Antonio di Atanasio" sulle tentazioni che il monaco eremita superò con la preghiera, l'umiltà, la carità, la sincerità e la vita ascetica.
BIBLIOGRAFIA
- D'Agata Alfiero, autore del censimento delle Edicole sacre a Castel Ritaldi - edicola n. 008 Castel S. Giovanni, Via Garibaldi n.13, in "Edicole sacre nel territorio della Comunità Montana", web-CD, Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano - Gal Valle Umbra e Sibillini, Spoleto 2005
- Giorgi Rosa "Santi", Dizionari dell'Arte, Mondadori Electa, Milano 2002
- Tradigo Alfredo "Icone e Santi d'Oriente", Dizionari dell'Arte, Mondadori Electa, Milano 2004.
- www.protrevi.com (a cura di Franco Spellani)
- www.santiebeati.it
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Galleria di immagini della chiesa di Sant'Antonio abate, Cannaiola