Chiese rurali

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San Pietro, Bovara


Si trova nei pressi dell'abitato di Bovara, ad una quota di circa m 273 s.l.m.

La chiesa attuale conserva l'impianto architettonico originario.

Sono certamente riferibili al restauro eseguito nel 1886 il portale, le bifore presenti ai lati dello stesso e la parte centrale del rosone.

Chiesa di San Pietro, BovaraInternamente è a tre navate, con sopraelevazione centrale e due spioventi laterali.

Un'iscrizione ancora ben visibile sulla facciata esterna, in alto, ci indica il nome dell'artigiano artefice della costruzione: Atto sua dextra templum fecit(que) fenestram cui deus eternam vitam tribuatq(ue) supernam (Atto con la sua mano destra fece il tempio e la finestra, al quale Dio conceda vita eterna celeste).

Il presbiterio originale fu demolito e riedificato nella seconda metà del XVII secolo.

San Pietro di Bovara fu costruita nel dodicesimo secolo dai Benedettini, come chiesa annessa ad un'importante abbazia.

Dal 1177, con la benedizione di Papa Alessandro III, San Pietro di Bovara ebbe giurisdizione su molte chiese della zona.

Mantenne tali privilegi sino al 1214.

A seguito della distruzione di Trevi per opera del duca Theopoldo di Spoleto, conobbe un primo periodo di decadenza.

In questo tempo, in cui il capoluogo rimase disabitato, Bovara ebbe l'onore di una visita da parte di San Francesco, qui giunto con il discepolo Frate Pacifico.

Ne "Le Memorie Francescane di Trevi" del Prof. D. Aurelio Bonaca (Vallecchi Editore Firenze) leggiamo che si ha "speciale memoria" di quattro episodi della presenza di Francesco a Trevi:
  • la predica sulla piazza di Trevi, con l'aneddoto dell'asino impaurito che venne acquietato dal Santo. Questi riuscì in tal modo a terminare la sua orazione mentre la bestia rimaneva ferma in silenzio, con la testa tra le gambe, sino alla fine.
  • La visita al Lebbrosario di San Tommaso - situato lungo la strada Flaminia, in prossimità del bivio per la località Pietra Rossa, struttura di proprietà privata ancora oggi esistente - dove il Santo si fermò a lungo, prendendosi cura degli ammalati.
  • La preghiera nella chiesa di Bovara, con l'episodio della visione di Frate Pacifico al quale una voce dolce e soave rivelò che il trono più bello dei cieli, che già fu di Lucifero, era ora riservato all'umile Francesco.
  • L'episodio del carcerato liberato miracolosamente da Fra' Leone, discepolo di San Francesco.
Torniamo alla nostra storia: perdurando il periodo di declino, nel 1334, si decise l'unione di San Pietro di Bovara con l'Abbazia di Sassovivo, che nei fatti non si realizzò mai per la decisa opposizione dei ghibellini trevani.

Nel 1421 Corrado Trinci, Signore di Foligno, occupò il monastero devastandolo e assicurandosene così le rendite.

Nel 1484 Papa Sisto IV autorizzò il passaggio del monastero ai Benedettini Olivetani, in pratica ratificò una precedente richiesta del Comune di Trevi.

Questo, su iniziativa dell'abate che nominalmente reggeva il convento, decise per la cessione del luogo ai monaci di Monte Oliveto, vista l'impossibilità di riportare i religiosi all'osservanza della regola ed anche di recuperarne il dominio effettivo.

Gli Olivetani vi rimasero sino al periodo napoleonico.

Successivamente la chiesa con i relativi fabbricati e beni fu ceduta alla famiglia Martinez.

Ora è una semplice parrocchia, invero tra le più estese della Diocesi di Spoleto.

Non lontano dalla Chiesa di San Pietro di Bovara vegeta l'antico Olivo di Sant'Emiliano, vero monumento della storia e dell'ambiente trevano.

I SANTI

San Pietro - si festeggia il 29 giugno (con San Paolo).
Visse in Palestina nel I secolo.
Fu uno degli apostoli di Gesù: Simone detto Pietro scelto per essere la pietra su cui erigere la chiesa cristiana, di cui fu anche il primo Papa.
Quando fu chiamato era pescatore a Cafarnao: "Passando lungo il mare della Galilea vide Simone ed Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori." (Marco 1, 16)
Per predicare la nuova fede, si spinse sino a Roma ove morì crocefisso sotto Nerone tra il 64 e il 67.
La tradizione lo vuole crocefisso a testa in giù per sua espressa volontà, poichè non voleva morire come il suo Maestro e Messia, non ritenendosene degno.
Fu il primo apostolo a compiere miracoli.
È il santo protettore dei ciabattini, dei fabbricanti di chiavi, dei mietitori, dei pescatori e dei pescivendoli (come il fratello, sant'Andrea), dei muratori, degli orologiai e dei portieri.
Nell'iconografia è spesso rappresentato con una chiave in mano; Gesù promise, infatti, di dare a Pietro le chiavi del Regno dei cieli: "E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei cieli, ..." (Matteo 16, 18-19).


BIBLIOGRAFIA
  • Aurelio Bonaca "Le Memorie Francescane di Trevi", Vallecchi Editore, Firenze
  • Giorgi Rosa "Santi", Dizionari dell'Arte, Mondadori Electa, Milano 2002
  • La Bibbia, Nuovo Testamento
  • www.santiebeati.it


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Galleria di immagini della chiesa di San Pietro, Bovara