Chiese rurali

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San Donato, Matigge


Chiesa di San DonatoSi erge in destra idrografica del corso d'acqua omonimo (cartograficamente indicato come Fosso di Paterno), che un tempo fungeva da confine della balìa di Matigge, poco a monte della strada che collega l'abitato di Matigge con quello di Collecchio.



Anche in passato la chiesina di San Donato ebbe alterne fortune.

Nella "Historia ... di Trevi" di Durastante Natalucci (a pag. 574) si legge: "da pessimo stato fu ristorata dal suo rettore e ritienesi del suo cappellano...".

La chiesa si trova al di sopra di un diverticolo montano dell'antica Via Flaminia.

Chiesa di San Donato, la tela con la raffigurazione del santoAnche nella costruzione di questo piccolo, grazioso edificio di culto rurale sono state impiegate grosse pietre provenienti da un edificio romano, a testimonianza dell'importanza di questo diverticolo nella viabilità antica.

L'interno è costituito da un'unica sala con abside.

L'intitolazione a San Donato può denotarne l'origine longobarda.

Come per altre chiesuole romaniche descritte in queste pagine, anche per San Donato consigliamo di inserire la visita nel contesto di una bella passeggiata che può essere effettuata seguendo l'itinerario n. 1 del volume "Trevi quattro passi tra storia e natura".

Per conoscerne gli interni si può chiedere al parroco di Matigge.

La chiesa apre per la festa dedicata al santo titolare a partire dal primo giovedì di agosto; la celebrazione principale avviene la prima domenica.

I SANTI

San Donato - si festeggia il 7 agosto.
Nacque a Nicomedia, in Turchia, ma fanciullo si trasferì a Roma dove fu educato da un sacerdote cristiano, Pimenio.
Durante questo percorso di studi, ebbe quale compagno Giulio Costanzo Giuliano, fratello dell'imperatore Costantino.
Quello stesso Giuliano che, divenuto a sua volta imperatore, rinnegò la fede cristiana ed iniziò violente persecuzioni contro i cristiani.
Secondo la tradizione - riportata, peraltro, in una Passio a tratti smentita da notizie storiche - Donato sarebbe stato martirizzato il 7 agosto del 362 proprio sotto Giuliano l’Apostata.
Durante le prime violente persecuzioni, dopo la morte dei genitori e del suo precettore, Donato fuggì ad Arezzo.
Qui fu accolto dal monaco Ilariano con il quale portò avanti l'opera di cristianizzazione del popolo: secondo la Passio citata compì prodigi e riuscì a convertire tantissimi pagani.
Sempre secondo la Passio, dopo un miracolo operato da Donato, nel 362 Quadraziano, prefetto di Arezzo, fece arrestare Ilariano e Donato; circa un mese dopo, non essendo riuscito a far loro abiurare la fede cristiana, li condannò a morte: Ilariano fu ucciso ad Ostia il 16 luglio, mentre Donato, al tempo vescovo di Arezzo ed oggi amatissimo e celebratissimo patrono della città, fu qui decapitato il 7 agosto.
Il miracolo del calice rotto: durante una messa celebrata da Donato vescovo, irruppero in chiesa dei pagani; per la violenza andò in frantumi anche il calice con il quale il Diacono stava servendo il vino ai fedeli durante la Comunione.
Donato raccolse i pezzi, li ricompose e, nonostante l'assenza del fondo, riempì il calice e riuscì a portare a termine la somministrazione dell'Eucarestia, perchè dal calice continuò a fluire vino.
A seguito di questo evento straordinario, raccontato nella Passio, ben 79 pagani si convertirono al cristianesimo.
Nell'iconografia Donato è rappresentato vestito da vescovo con un calice di vetro, in riferimento al miracolo che ne decretò l'arresto; talora è anche accompagnato da un drago, in rapporto ad un episodio che lo vide vittorioso contro questa bestia che incarnava il male.


BIBLIOGRAFIA
  • Natalucci Durastante - "Historia Universale Dello Stato Temporale Ed Ecclesiastico Di Trevi 1745", a cura di Carlo Zenobi, Ed. Dell'Arquata, Foligno 1985
  • Il sito del comune di Arezzo


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