Eremo del Beato Ventura, Pigge

L'antro del Beato Ventura, conosciuto anche come "Grotta di San Marco", si trova non lontano dal rifugio Casetta di Pigge, di proprietà della Comunanza Agraria di Pigge.
Nell'antro, dopo Ventura soggiornarono i SS. Marco e Giacomo del Colle Bordone, quindi, il 18 novembre del 1333, vi andò ad abitare una congregazione di quattro eremiti, che si ridusse, successivamente, ad uno solo.
Nei pressi dell'antro si trovava la chiesa di San Marco, di cui oggi non restano tracce.
La chiesa e la selva omonima appartenevano alla Balìa di Pigge.
Per conoscere i luoghi del Beato Ventura, consigliamo di seguire l'itinerario n. 8 con la variante 8.1 presentati nel volume "Trevi quattro passi tra storia e natura".
Volendo è anche possibile arrivare in automobile al Rifugio Casetta di Pigge, di proprietà della Comunanza Agraria di Pigge, e da qui compiere solamente la breve escursione descritta nella variante 8.1. La strada è, tuttavia, una carrozzabile sterrata non sempre in ottime condizioni.
I SANTI
Beato Ventura
Ventura visse a cavallo di due secoli, tra la fine del 1200 e i primi del 1300, la sua morte si fa risalire, infatti, all'11 luglio del 1310, anno di N.S.
Proveniva dal Castello di Pissignano, allora ancora trevano.
Nel convento francescano di S. Antonio abate di Pissignano, sotto l'affresco del XV secolo che rappresenta il Beato, è riportata un'iscrizione in latino che tradotta dice "Beato Ventura nato nel villaggio di Pissignano in territorio di Trevi".
I resti del Beato Ventura si trovano nella Cappella della Concezione della Chiesa di San Francesco, a Trevi.
All'interno della costruzione, che si fa risalire alla seconda metà del 1300, nella cappella a destra dell'abside, troviamo un antico sepolcro, riusato, riportante la scritta aggiunta OSSA BEATI VENTURAE EREMITAE.
Risalendo la navata unica della chiesa, costruita secondo lo stile degli ordini mendicanti, possiamo ammirare degli affreschi del 1300 intitolati "Storie del Beato Ventura eremita".
La fama di santità di Ventura superò presto i confini comunali.
Visse di elemosine, che utilizzava per sfamare chi aveva più bisogno, e spese la sua vita terrena in preghiere, lacrime e mortificazioni.
La tradizione gli riconosce virtù profetiche - anticipò ad esempio la santità di Chiara di Montefalco - e molti miracoli.
BIBLIOGRAFIA
- Natalucci Durastante "Historia Universale dello Stato Temporale ed Ecclesiastico di Trevi 1745" - a cura di Zenobi Carlo, Ed. Dell'Arquata, Foligno 1985 - pagg. 665, 375
- Zenobi Carlo "Trevi Antica - dal Neolitico al 1214" - MRT Editore, Foligno 1995
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