Ophrys sphegodes Miller
Nome volgare
Fior ragno
Descrizione
È una pianta alta da 15 a 50 cm.
Le foglie basali sono disposte a rosetta, mentre quelle superiori sono guainanti, strette ed erette.
Ha un'infiorescenza che si allunga sul fusto, formata da 2-15 individui.
I sepali sono generalmente verdastri, con una nervatura centrale più scura; i petali sono lunghi almeno la metà dei sepali,
dello stesso colore, talora più scuri, o sfumati di bruno, con margini irregolari ed ondulati.
Il labello si mostra in una grande variabilità di forme: da più corto a più lungo dei sepali,
intero o appena trilobato, da poco a evidentemente convesso, con gibbosità da assenti a poco accentuate, di colore scuro,
da bruno a bruno-rossiccio, pubescenti.
Il disegno è a forma di H, lucido, di colore da rossiccio a bruno a, raramente, bluastro, con margine chiaro.
L'apicolo è da assente a presente, ma sempre di dimensioni molto contenute.
Periodo fioritura
Da marzo a maggio, in condizioni climatiche particolarmente favorevoli fin dalla fine di gennaio-inizio di febbraio.
Habitat
Pascoli magri, boschi aperti, garighe, fino a 1200 m di altitudine, su suolo calcareo asciutto o relativamente umido.
Dove è presente
Segnalata in tutta Italia, ma non in Sardegna dove sembra essere assente la forma tipica.
Altre osservazioni
La sistematica del gruppo "sphegodes" è ancora oggi molto complessa e non ben definita.
I popolamenti delle diverse "specie" (o considerate tali) sono infatti molto variabili con sfumature
spesso molto sottili tra le une e le altre.
Per questo la classificazione è spesso molto più facile sulla carta, ove si possono riprodurre gli esemplari "tipici",
che non in natura, ove le diverse "specie" si possono mostrare praticamente senza soluzione di continuità.
IL GENERE
Ophrys Linnaeus
in questo genere, il labello è la parte morfologicamente più rilevante.
Solitamente, è vellutato, più/meno peloso, più/meno convesso, con una pigmentazione che richiama la forma di insetti e di ragni.
I fiori sono pochi e distribuiti lungo lo stelo.
Le diverse specie di
Ophrys hanno un aspetto complessivamente simile.
Si differenziano tuttavia per i caratteri del labello.
Nella specie apifera prevale l'autoimpollinazione, mentre nelle altre specie è presente la riproduzione entomogama,
ovvero tramite insetti.
I maschi degli insetti impollinatori sono attratti:
- dalla forma del labello (simile nel colore a quello della femmina della stessa specie),
- da richiami olfattivi (che rievocano i feromoni emessi dalla femmina dell'insetto impollinatore),
- dalla peluria presente sullo stesso labello.
L'eccitazione sessuale porta l'insetto a "imbrattarsi" con la massa pollinica,
che viene poi depositata sul fiore visitato successivamente.
In alcune specie di
Ophrys, tra cui la
O. bombyliflora, la riproduzione avviene,
infine, anche attraverso la produzione di rizotuberi supplementari.