Ophrys fuciflora (F.W.Schmidt) Moench.
Sinonimo
Ophrys holoserica (Burm.f.) Greuter)
Nome volgare
Fior di fuco, Formicone
Descrizione
È una specie molto variabile, alta da 15 a 40 cm circa.
Le foglie sono di colore verde chiaro con riflessi grigiastri; le inferiori sono oblungo-laceolate,
le superiori sono strette ed acute, avvolgenti il fusto.
I fiori formano un'infiorescenza molto allungata lungo il fusto e possono essere anche in numero di 10.
I sepali sono divergenti o rivolti all'indietro; sono di colore variabile dal bianco al rosa, sino al porpora,
raramente anche verdastri, quasi sempre con una evidente nervatura centrale pure verdastra.
I petali sono più corti e stretti, di forma circa triangolare, pubescenti e di colore variabile:
dal rosa, al porpora, al bianco, al bruno.
Il labello è intero e convesso, vellutato e di colore circa bruno-rossiccio.
Alla base presenta una macchia glabra, generalmente simile ad un arabesco, con bordi biancastri.
L'appendice apicale (apicolo) è piuttosto evidente; è di colore giallo-verdastro, rivolta in avanti e verso l'alto.
Periodo fioritura
Da marzo a giugno.
Habitat
Pascoli magri, cespuglieti, garighe, terreni sassosi, fino a 1000 m di altitudine, su suoli calcarei asciutti o poco umidi.
Dove è presente
Segnalata in tutta Italia centrale, meridionale e Sicilia.
È inoltre presente in Emilia Romagna.
Altre osservazioni
Sui prati aridi tra Manciano e Monte Pelato circa a metà maggio è possibile osservare una bellissima fioritura di
Ophrys bertolonii, con
Orchis morio e
Orchis pauciflora.
IL GENERE
Ophrys Linnaeus
in questo genere, il labello è la parte morfologicamente più rilevante.
Solitamente, è vellutato, più/meno peloso, più/meno convesso, con una pigmentazione che richiama la forma di insetti e di ragni.
I fiori sono pochi e distribuiti lungo lo stelo.
Le diverse specie di
Ophrys hanno un aspetto complessivamente simile.
Si differenziano tuttavia per i caratteri del labello.
Nella specie apifera prevale l'autoimpollinazione, mentre nelle altre specie è presente la riproduzione entomogama,
ovvero tramite insetti.
I maschi degli insetti impollinatori sono attratti:
- dalla forma del labello (simile nel colore a quello della femmina della stessa specie),
- da richiami olfattivi (che rievocano i feromoni emessi dalla femmina dell'insetto impollinatore),
- dalla peluria presente sullo stesso labello.
L'eccitazione sessuale porta l'insetto a "imbrattarsi" con la massa pollinica,
che viene poi depositata sul fiore visitato successivamente.
In alcune specie di
Ophrys, tra cui la
O. bombyliflora, la riproduzione avviene,
infine, anche attraverso la produzione di rizotuberi supplementari.