Ophrys crabronifera Mauri
Nome volgare
Ofride calabrone
Descrizione
È una pianta alta da 20 a 60 cm.
Il fusto è eretto e robusto.
Le foglie sono basali oblungo-lanceolate.
L'infiorescenza si allunga sul fusto, formata da pochi individui (3-8) abbastanza grandi.
I sepali sono biancastri, rosei o raramente verdastri, con una nervatura centrale verde; i sepali laterali sono rivolti all'infuori, quello centrale è eretto.
I petali, lunghi circa i 2/3 dei sepali, sono di colore roseo e pubescenti.
Il labello è intero, convesso, peloso ai margini, di colore bruno-rossiccio, anche scuro.
Il disegno è ridotto a due gocce, talora unite a ferro di cavallo.
L'apicolo è importante, generalmente triangolare o tridentato, di colore verde-giallastro, rivolto in avanti e in basso.
Periodo fioritura
Da marzo a maggio.
Habitat
Prati aridi, boschi aperti, garighe, fino a 1000 m di altitudine.
Dove è presente
Segnalata in Italia centrale e penisola sorrentina.
Altre osservazioni
Nel territorio trevano, ne abbiamo rilevato la presenza nei castagneti di Manciano.
IL GENERE
Ophrys Linnaeus
in questo genere, il labello è la parte morfologicamente più rilevante.
Solitamente, è vellutato, più/meno peloso, più/meno convesso, con una pigmentazione che richiama la forma di insetti e di ragni.
I fiori sono pochi e distribuiti lungo lo stelo.
Le diverse specie di
Ophrys hanno un aspetto complessivamente simile.
Si differenziano tuttavia per i caratteri del labello.
Nella specie apifera prevale l'autoimpollinazione, mentre nelle altre specie è presente la riproduzione entomogama,
ovvero tramite insetti.
I maschi degli insetti impollinatori sono attratti:
- dalla forma del labello (simile nel colore a quello della femmina della stessa specie),
- da richiami olfattivi (che rievocano i feromoni emessi dalla femmina dell'insetto impollinatore),
- dalla peluria presente sullo stesso labello.
L'eccitazione sessuale porta l'insetto a "imbrattarsi" con la massa pollinica,
che viene poi depositata sul fiore visitato successivamente.
In alcune specie di
Ophrys, tra cui la
O. bombyliflora, la riproduzione avviene,
infine, anche attraverso la produzione di rizotuberi supplementari.