Ophrys apifera Hudson
Nome volgare
Fior d'ape, vesparia
Descrizione
È una pianta slanciata, alta 15-60 cm.
Le foglie inferiori sono di colore verde chiaro-glauco, oblungo-lanceolate, quelle superiori sono erette e avvolgono il fusto.
I fiori sono presenti in numero variabile tra 3 e 15.
Hanno sepali bianco-verdastri, oblunghi, ottusi, concavi e divergenti.
I petali sono lineari, più stretti e corti dei sepali, pubescenti.
Il labello è vellutato, di colore bruno-rossastro, talvolta bordato di giallo.
La macchia centrale è glabra, talora lucida, di colore giallastro.
La colonna è corta ad apice arrotondato.
L'elemento che la rende facilmente riconoscibile è il rostro terminale del ginostemio che è acuto
con l'apice inconfondibilmente piegato a formare una S.
Periodo fioritura
Da fine aprile a metà luglio.
Habitat
Pascoli e boschi aperti, su substrato calcareo preferibilmente non arido.
Dove è presente
Progressivamente più rara da nord a sud, ove risulta rarissima; non segnalata nelle isole e in Puglia.
Altre osservazioni
Nella zona di Manciano è presente anche la varietà
jurana: caratterizzata da petali evidenti, lunghi circa 7 mm,
larghetti e dello stesso colore dei sepali (nelle nostre osservazioni rosei).
Lungo la strada che da Monte Caprile sale a Ponze, nel bosco ceduo,
si rileva una piccola stazione di
O. apifera var.
tilaventina Nonis & Liverani, facilmente riconoscibile in qualità di apifera per il rostro della forma e con i caratteri sopra descritti.
La varietà è contraddistinta dal labello che ha lo stesso colore dei sepali, solitamente, come nel caso della stazione qui segnalata, rosa.
Nella zona della pineta di Coste, infine, si trova un'interessante stazione di
O. apifera albina, piuttosto ricca e con fiori assai belli.
IL GENERE
Ophrys Linnaeus
in questo genere, il labello è la parte morfologicamente più rilevante.
Solitamente, è vellutato, più/meno peloso, più/meno convesso, con una pigmentazione che richiama la forma di insetti e di ragni.
I fiori sono pochi e distribuiti lungo lo stelo.
Le diverse specie di
Ophrys hanno un aspetto complessivamente simile.
Si differenziano tuttavia per i caratteri del labello.
Nella specie apifera prevale l'autoimpollinazione, mentre nelle altre specie è presente la riproduzione entomogama,
ovvero tramite insetti.
I maschi degli insetti impollinatori sono attratti:
- dalla forma del labello (simile nel colore a quello della femmina della stessa specie),
- da richiami olfattivi (che rievocano i feromoni emessi dalla femmina dell'insetto impollinatore),
- dalla peluria presente sullo stesso labello.
L'eccitazione sessuale porta l'insetto a "imbrattarsi" con la massa pollinica,
che viene poi depositata sul fiore visitato successivamente.
In alcune specie di
Ophrys, tra cui la
O. bombyliflora, la riproduzione avviene,
infine, anche attraverso la produzione di rizotuberi supplementari.