Epipactis muelleri Godfery
Nome volgare
Elleborina di Müller
Descrizione
È una pianta dal fusto sottile, talora sinuoso, alta 20-80 cm.
Ha rizoma corto e nodoso.
Le foglie, caulinari, sono poche, generalmente da 5 a 10, ovato-lanceolate, più/meno coriacee e patenti, scanalate, anche falciformi, a margini ondulati.
Hanno lunghezza sino a 12 cm e larghezza sino a 4 cm.
Le foglie superiori sono bratteiformi.
L'infiorescenza è allungata, più o meno rada ed unilaterale.
Porta da 4-5 fino a 40 fiori ed ha una lunghezza che può variare da 5 a 30 cm circa.
Le brattee sono molto più lunghe dei fiori nella parte bassa dell'infiorescenza, carattere che si attenua nella porzione superiore.
I fiori hanno lunghezza massima di circa 12 mm e larghezza solitamente ≤ 5 mm, leggermente carenati.
Petali e sepali sono abbastanza simili tra loro: ovali ed acuminati, bianco-verdastri, talora appena rosati.
L'ipochilo è internamente di colore bruno o rossastro, contenente sostanze zuccherine.
L'epichilo è poco più lungo che largo, con apice ottuso, appena curvato all'indietro o dritto.
Presenta due piccole gibbosità laterali, separate da un solco centrale.
L'attaccatura tra epichilo ed ipochilo è larghetta.
Complessivamente il labello è biancastro, talvolta di colore appena rosato alla base.
Le masse polliniche sono situate direttamente sopra lo stimma, che è posto ad angolo retto rispetto all'asse dell'ovario.
L'ovario ha forma di pera ed è sorretto da un peduncolo.
Periodo fioritura
Da fine giugno-luglio.
Habitat
Boscaglie termofile, faggete, spesso ai bordi delle strade.
Nel nostro territorio è stata rilevata ai margini della faggeta di Casetta Ciccaglia, ai bordi della strada che conduce al rifugio.
Dove è presente
Segnalata in Italia settentrionale - ma sembra mancare nel nord-ovest - e in quella centrale; è sporadica in Puglia e Sardegna.
Altre osservazioni
L'
Epipactis muelleri appartiene al gruppo omonimo, comprendente le specie prive di rostello già dal bocciolo, o con rostello che si secca prematuramente e non è vischioso: a tale complesso appartengono, pertanto, specie esclusivamente autogame (in queste il polline maturo - pulverulento - cade sullo stimma senza aiuto esterno, così che la fecondazione avviene senza intervento dell'insetto impollinatore).
Le specie di questo gruppo hanno, generalmente, una colorazione complessivamente verdastra; la parte inferiore del fusto è glabra, mentre quella superiore è pubescente.
Presentano brattee solitamente più lunghe del fiore; questo è verdognolo, con talora poche zone appena sfumate di rosa pallido.
I fiori sono, solitamente, aperti e campanulati, con ipochilo emisferico e i pollinii friabili, quasi pulverulenti e abbastanza facilmente disgregabili sullo stimma.
Il riconoscimento della specie si basa sui seguenti caratteri:
- epichilo cordiforme da biancastro a verde-biancastro, talora sfumato di rosa, con apice circa ottuso e solitamente riflesso,
- ipochilo rosso all'interno,
- foglie più/meno coriacee, a margini ondulati.
IL GENERE
Epipactis Zinn
É un genere difficilmente confondibile con gli altri:
- ha fiori evidentemente peduncolati, con sepali e petali simili tra loro per forma e dimensioni,
- ha il labello privo di sperone, nettamente diviso in due parti da una strozzatura, con la porzione basale, l'ipochilo, di forma circa emisferica,
- ha la colonna corta, senza viscidii e borsicole.
Diverso è il discorso a livello specifico.
Qui la classificazione è piuttosto complessa per l'elevatissimo numero di specie e sottospecie descritte recentemente, non sempre di valore sistematico certo.
Molte specie di Epipactis sono autogame o prevalentemente tali.
Altre sono a fecondazione incrociata e attirano gli insetti per mezzo del nettare presente nell'ipochilo.
Tra gli impollinatori più efficaci sono segnalati vespe, api e Ditteri Sirfidi.
Tutte le Epipactis sono geofite rizomatose con foglie cauline.