Orchidee spontanee

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Le orchidee spontanee

Generi e specie

ANACAMPTIS L.C.M. Richard

CEPHALANTHERA L.C.M. Richard

DACTYLORHIZA Necker ex Nevski

EPIPACTIS Zinn

GYMNADENIA R. Brown

HIMANTOGLOSSUM Koch

LIMODORUM Boehmer

LISTERA R. Brown

NEOTTIA Guettard

OPHRYS Linnaeus

ORCHIS Linnaeus

PLATANTHERA L.C.M. Richard

SERAPIAS Linnaeus

...in Valle Umbra sud

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Dactylorhiza romana (Sebastiani) Soó


Sinonimo
Orchis mediterranea Klinge

Nome volgare
Orchidea romana, Dactiloriza romana

Descrizione
Dactylorhiza romanaPianta alta da 15 a 40 cm.
I fiori sono riuniti a formare un'infiorescenza dapprima densa, quindi abbastanza allungata e lassa a fioritura avanzata.
Il fusto è sottile con foglie lineari-lanceolate ben distanziate verso l'alto e foglie basali più lunghe e larghe.
Lo sperone è sottile, allungato, troncato in cima, ove appare appena bilobato, arcuato e rivolto verso l'alto.
Il labello è trilobo, convesso, crenulato o a margine intero, con lobi laterali subeguali e il mediano in avanti ottuso.
Brattee fogliacee più lunghe dei fiori.
Nelle stesse stazioni sarà possibile trovare individui di colore diverso, dal porpora intenso, al rosa, al giallo.

Periodo fioritura
Dall'inizio di aprile a giugno.

Habitat
Boschi aperti di latifoglie, radure, su suolo arido.
Nel territorio di Trevi è stata rinvenuta all'interno dei castagneti di Manciano

Dove è presente
Italia centro-meridionale ed isole, ad eccezione della Sardegna.

Dactylorhiza romana

IL GENERE
Dactylorhiza Necker ex Nevski

Simile al genere Orchis, se ne distingue per la presenza di tuberi a 2-3 divisioni o palmati e per le brattee fiorali nettamente più lunghe dell'ovario.
Fino a non molti anni or sono le specie di Dactylorhiza erano incluse nel genere Orchis.
La distinzione tra i due generi è stata largamente accettata solo dopo i lavori di Soó (1960) e di Nelson (1976).
Nella sambucina l'impollinazione è assicurata da bombi inesperti che visitano i fiori attratti dall'aspetto visivo.
La variabilità di colorazione nella sambucina pare sia utile alla specie al fine di evitare che i bombi comprendano troppo velocemente che i suoi fiori sono privi di nettare e cessino, quindi, di "frequentarli".
Anche nel gruppo della D. maculata i fiori sono privi di nettare e gli impollinatori più attivi ed efficaci sono probabilmente i Coleotteri, soprattutto i Cerambicidi, che si nutrono delle sostanze vischiose prodotte dallo stimma.
Dal punto di vista tassonomico (della classificazione) è forse il genere più complesso della famiglia:
  • per i caratteri piuttosto somiglianti,
  • per la variabilità intra-popolazione e inter-popolazione,
  • per la facilità di ibridazione.