Check-list Trevi
- ANACAMPTIS L.C.M. RICHARD
Anacamptis pyramidalis (L.) Rich, Orchidea piramidale
Nota: Diffusa ovunque con grande ricchezza di esemplari e stazioni.

- CEPHALANTHERA L.C.M. RICHARD
Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce, Elleborina giallognola
Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch, Elleborina bianca
Cephalanthera rubra (L.) Rich., Elleborina rossa
Nota: Nelle nostre aree la C. rubra è la più tardiva delle orchidacee del genere Cephalanthera,
la troviamo in piena fioritura a metà-fine giugno, quando stanno fiorendo le ultime C. damasonium e le C. longifolia
si presentano frequentemente completamente sfiorite.
Di particolare interesse è la fioritura di questa specie nella faggeta di Casetta Ciccaglia,
ove è presente una delle più belle stazioni di agrifoglio dell’Umbria.
Contemporaneamente alla fioritura di Cephalanthera rubra, in questa faggeta annotiamo la fioritura di almeno due specie di Epipactis: E. helleborine ed E. microphylla.

- DACTYLORHIZA NECKER EX NEVSKI
Dactylorhiza maculata subsp. fuchsii (Druce) Hyl., Orchidea macchiata
Nota: Il gruppo della Dactylorhiza maculata, come noto, è molto controverso,
non tanto per la distinzione dagli altri gruppi (relativamente facile),
quanto per le suddivisioni all’interno del gruppo stesso e per la facilità d’ibridazione che spesso determina
che intere popolazioni siano composte esclusivamente da individui con caratteri intermedi e quindi difficilmente classificabili.
Dactylorhiza sambucina (L.) Soó, Orchidea sambucina
Nota: Splendide fioriture di orchidea sambucina caratterizzano in primavera molte aree pascolive della
fascia montana del territorio di Trevi.
Dactylorhiza romana (L.), Orchidea romana
Nota: Ad oggi è stata rinvenuta nei castagneti di Manciano.
Epipactis helleborine (L.) Crantz, Elleborina comune
Epipactis microphylla (Ehrh.) Swartz, Elleborina minore
Epipactis muelleri Godfery, Elleborina di Müller
Nota: Allo stato attuale dei nostri studi, questo genere è presente in particolare nella faggeta di Casetta Ciccaglia,
forse la più bella faggeta del territorio trevano e dell’intera dorsale dei monti Serano e Brunette.
Per alcuni anni la stazione delle Epipactis presente nella faggeta di
Casetta Ciccaglia è risultata completamente distrutta dal passaggio di un gregge di ovini, prima della completa fioritura di tutte le specie presenti.
Annotiamo di avere segnalato il fatto alla
Comunanza Agraria di Coste, proprietaria di quei terreni di uso civico.
Gymnadenia conopsea (L.) R. Brown, Orchidea delle zanzare
Nota: Rinvenuta in varie stazioni prevalentemente su prati pascolo asciutti a substrato calcareo.
Himantoglossum adriaticum H. Baumann, Barbone adriatico
Nota: Questa specie è stata rinvenuta in numerose stazioni generalmente ricche di esemplari,
dalla bassa collina alla media montagna, specialmente ai margini di scarpate e tra cespugli,
con le ultime fioriture (rare) a metà luglio.
Limodorum abortivum (L.) Swartz, Fior di stecco
Nota: É stata rinvenuta spesso in associazione al barbone adriatico; nel nostro territorio, infatti,
è tipica degli stessi ambienti.
Listera ovata (L.) Brown, Giglio verde
Nota: Abbiamo rilevato poche piante di questa specie e solo nel fitto di un bosco a monte del Piano di Rio Secco.
Probabilmente è presente anche in altre aree boscate del nostro territorio, ma le piccole dimensioni di questa orchidacea,
insieme alla colorazione verdastra, che la fa facilmente confondere tra le tante specie erbacee ed arbustive del sottobosco,
certamente non favoriscono un rilevamento assolutamente preciso della diffusione di questa specie.
Neottia nidus-avis (L.) L.C.M. Richard, Nido d’uccello
Nota: Abbastanza diffusa nel fitto del bosco di molte aree montane del nostro territorio, è frequente nelle faggete.
Ophrys apifera Hudson, Fior di vespa, Vesparia
Nota: Nella zona di Manciano è presente anche la varietà jurana; è caratterizzata da petali evidenti, lunghi circa 7 mm, larghetti e dello stesso colore dei sepali (nelle nostre osservazioni rosei). Lungo la strada che da Monte Caprile sale a Ponze, nel bosco ceduo, si rileva una piccola stazione di O. apifera var. tilaventina Nonis e Liverani, facilmente riconoscibile in qualità di apifera per il rostro con i caratteri tipici della specie, contraddistinta però dal particolare che il labello ha lo stesso colore dei sepali, solitamente, come nel caso della stazione qui segnalata, rosa.
Nella zona della pineta di Coste, infine, si trova un’interessante stazione di O. apifera albina, piuttosto
ricca e con fiori assai belli.
Ophrys bertolonii Moretti, Ofride del Bertoloni, Fior di specchio
Nota: La più bella fioritura di fior di specchio presente nel territorio comunale di Trevi,
per gli studi sin qui condotti, si trova sui prati aridi e sassosi, con arbusti sparsi, compresi tra la Pineta di Matigge,
il toponimo Case Montelegno e Manciano.
In questa località sono stati rinvenuti alcuni esemplari con gli elementi fiorali privi di labello.
Un’altra stazione relativamente interessante per la bellezza degli esemplari, ma poco ricca numericamente è sul versante
nord orientale del Monte Matigge (m 582 s.l.m.), nella zona conosciuta come Costa degli Istriani, in una radura del
bosco ad una quota di circa m 475 s.l.m., in prossimità della strada che conduce alla diruta abbazia di Santo Stefano di Manciano.
Sui prati aridi e sassosi, con arbusti sparsi, compresi tra la Pineta di Matigge,
il toponimo Case Montelegno e Manciano segnaliamo la presenza di un interessante ibrido intraspecifico,
abbastanza conosciuto in Toscana: si tratta dell'ibrido tra O. bertolonii e O. fuciflora subsp. fuciflora, noto con il nome di
Ophrys xenobarbia Del Prete et Tosi.
Nello stesso ambiente segnaliamo anche un lusus: alcune piante di O. bertolonii che hanno prodotto dei fiori privi di labello,
un fenomeno teratologico davvero particolare.
In questi prati accanto alla forma tipica, sopra descritta, troviamo anche forme dell'ofride del Bertoloni con caratteri
molto simili alla O. benacensis, entità, peraltro, ad oggi ancora non segnalata in Umbria.
Gli esperti del G.I.R.O.S. assicurano che comunque si tratta di esemplari di O. bertolonii,
seppure atipici, poichè pur avendo il labello non insellato e la macchia tipica della Ophrys benacensis,
ha comunque la camera stigmatica più alta che larga, mentre nelle vere O. benacensis la camera stigmatica è più larga che alta.
Ophrys crabronifera Mauri, Fior di calabrone
Nota: Questa specie è stata individuata nel 2007 nel castagneto di Manciano durante una interessantissima escursione floristica del G.I.R.O.S.
Ophrys fuciflora (F.W.Schmidt) Moench., Fior di fuco, Formicone
Nota: Nella pineta di Coste si rileva anche una piccola stazione di O. fuciflora segnalata in LIVERANI,
1991, come O. fuciflora subsp. gracilis O. e E. Danesch.
Questa si differenzia dal tipo perchè si presenta più gracile e bassa, con un’infiorescenza di non oltre 8 elementi fiorali,
circa di 1/3 più piccoli che nella specie, con sepali bianco-verdicci o bianco rosei (come nella stazione in esame),
piccoli petali triangolari di colore rosa (± intenso), labello di forma quasi quadrata, di colore rosso-bruno,
gibbosità basali poco evidenti e disegno più semplice, quasi a forma di H; tale sottospecie è indicata come
tipica dell’Italia centrale.
In GRŰNANGER, 2001, tale sottospecie è tuttavia considerata nell’ambito della specie tipo
Ophrys fuciflora (F.W.Schmidt) Moench subsp. fuciflora.
Sui prati aridi e sassosi, con arbusti sparsi, compresi tra la Pineta di Matigge,
il toponimo Case Montelegno e Manciano segnaliamo la presenza di un interessante ibrido intraspecifico,
abbastanza conosciuto in Toscana: si tratta dell'ibrido tra O. bertolonii e O. fuciflora subsp. fuciflora,
noto con il nome di Ophrys xenobarbia Del Prete et Tosi.
Ophrys fusca Link, Ofride scura
Nota: Nella popolazione della pineta di Coste il labello degli esemplari di ofride scura qui presenti
è di solito lungo ± 12 mm, nella parte inferiore si presenta di colore verdastro o appena soffuso di una tonalità rossastra.
La fioritura di questi esemplari è piuttosto tardiva: generalmente, infatti, avviene alla fine di maggio - primi di giugno.
Ophrys insectifera Linnaeus, Ofride insettifera, fior mosca, calabrone
Nota: La prima segnalazione nel nostro territorio è di maggio 2006.
In particolare, varie piante di Ophrys insectifera sono state rinvenute in alcune radure del bosco ceduo nei pressi del
Fosso Venerino, lungo la variante di ritorno 5.1 dell'itinerario 5, descritta nel volume
Trevi quattro passi tra storia e natura.
Ophrys sphegodes Miller, Fior ragno
Nota: È certamente l’ofride più diffusa, dalla pianura ai prati pascolo, ai rimboschimenti.
Particolarmente ricca di esemplari sono la pineta di Coste e i prati pascolo, aridi e con roccia calcarea
affiorante e sub-affiorante, lungo la strada che da Coste San Paolo sale alla località Casette di Coste.
Orchis anthropophora (L.) Allioni, Ballerina
Nota: Questa specie non è molto diffusa nel nostro territorio, anche se è abbastanza presente ai margini del bosco,
su prati aridi e macchie chiare, anche con qualche stazione relativamente ricca di begli esemplari.
Orchis italica Poiret, Orchidea italica, O. italiana
Nota: Poco diffusa ma con esemplari rinvenuti dal piano (lungo gli argini dei torrenti che scorrono nella valle)
all’area collinare-montana.
Orchis mascula (L.) L., Orchidea maschio, Giglio caprino
Nota: È una specie non molto diffusa nel territorio.
È, tuttavia, presente con stazioni ricchissime di esemplari, specialmente nella fascia alto-collinare e montana,
ai margini del bosco e sui prati pascolo, generalmente aridi e rocciosi.
Orchis militaris L., Orchidea militare
Nota: Fino ad oggi abbiamo trovato due sole stazioni di questa orchidea
- la prima nel bosco tra la frazione di Coste e il toponimo
Pozzo Conserva.
In questi ultimi anni, tuttavia, non siamo più riusciti a trovare fiorita questa stazione, vista per l'ultima volta negli anni 1995 - 1997.
- La seconda ai margini del bosco che costeggia la strada che sale a Ponze, in prossimità di Campolungo.
Orchis morio L., Pan di cuculo, Salep, Giglio caprino
Nota: Si tratta di una delle specie più diffuse e più ricche di esemplari.
Si presentano frequentemente con colorazione variabile dal viola al rosa chiaro,
anche nell’ambito della stessa stazione. Sono relativamente frequenti anche esemplari di colore bianco (ipocromia).
Orchis papilionacea L., Orchidea farfalla
Nota: Molto localizzata, allo stato attuale degli studi l'abbiamo rilevata sui prati aridi e sassosi, con arbusti sparsi,
compresi tra la Pineta di Matigge, il toponimo Case Montelegno e Manciano.
È una stazione di poche piante, circondata da una ricca fioritura di fior di specchio e non lontana da alcuni esemplari di
Ophrys xenobarbia (ibrido intraspecifico tra O. bertolonii e O. fuciflora).
Orchis pauciflora Tenore, Orchidea gialla
Nota: Molto frequente con stazioni assai ricche di esemplari,
generalmente associata alla Orchis morio, sui prati pascolo e sugli arbusteti aridi e sassosi dalla collina
(come nella zona di Manciano – Montelegno) alla media montagna (ad esempio area di Casette di Coste).
Sui prati e ai margini del bosco a monte della strada che da Coste di Trevi sale ai pascoli del Monte Brunette
vi sono interessanti stazioni di un ibrido tra Orchis pauciflora e Orchis mascula.
Presenta chiari caratteri intermedi tra le due specie parentali.
Secondo alcuni autori questo ibrido, per la frequenza e la ricchezza delle popolazioni,
specialmente nelle aree appenniniche del centro Italia, andrebbe considerato come una specie autonoma di origine ibridogena:
Orchis colemanii Cortesi (pro hybr.).
Orchis provincialis Balb. ex Lam. e DC., Orchidea gialla, Orchidea provenzale
Nota: Una specie non molto frequente a Trevi, ma ricca di esemplari all'interno dei castagneti di Manciano.
Orchis purpurea Hudson, Orchidea purpurea, O. porporina, O. maggiore
Nota: Una delle specie più frequenti, dalla pianura ai pascoli montani, anche con esemplari di notevoli dimensioni,
robusti ed appariscenti.
Orchis simia Lamarck, Orchidea scimmia
Nota: Non molto diffusa, è stata tuttavia rinvenuta dalla pianura (lungo gli argini dei torrenti)
sino ai boschi collinari-montani, su substrato calcareo.
Orchis tridentata Scopoli, Orchidea tridentata, O. screziata
Nota:
Orchis commutata Todaro è una specie morfologicamente quasi indistinguibile dalla
O. tridentata.
Differisce da questa perché sia la pianta, sia l'infiorescenza, sia i singoli elementi fiorali hanno dimensioni mediamente
superiori.
Diverso è invece il numero cromosomico che nella
O. commutata è doppio rispetto a quello della
O. tridentata.
Alcuni autori la distinguono dalla
O. tridentata a livello specifico, sottospecifico o varietale.
In generale,
O. commutata presenta i seguenti caratteri:
- infiorescenza più corta e conica,
- i fiori meno numerosi, ma come detto più grandi,
- il casco più allungato,
- i sepali lunghi fino a 2,5 cm e acuminati,
- il labello, lungo fino a 2,0 cm, trilobato e fortemente denticolato.
Considerati i caratteri macromorfologici descritti e le differenze riscontrate in popolazioni di alcune diverse stazioni presenti nel territorio trevano, non ci sentiamo di escludere (ma nemmeno di asserire con certezza) che in questo ambito della Valle Umbra meridionale possano essere presenti entrambe le specie.
Orchis ustulata L., Orchidea bruciacchiata
Nota: Rilevata su prati pascolo magri e cespuglietti, anche ai margini del bosco, dall’alta collina alla montagna,
non particolarmente diffusa.
- PLATANTHERA L.C.M. RICHARD
Platanthera bifolia (L.) L. C. M. Richard, Platantera comune
Platanthera chlorantha (Custer) Reichenbach, Platantera verdastra
Nota: Specie rilevate localmente soprattutto nei boschi freschi, su substrato calcareo.
Serapias vomeracea (Burman f.) Briquet, Serapide, Lingua
Nota: Nel territorio trevano l'abbiamo osservata per la prima volta all'interno di un rimboschimento, in località Coste,
in un periodo di fioritura molto tardivo (fine giugno 2004) e quindi con alcuni caratteri morfologici alterati
perchè la pianta stava sfiorendo. Da quell'anno le piante non si sono più sviluppate.
La determinazione si deve ritenere, comunque, piuttosto attendibile, per i seguenti caratteri:
- le dimensioni dei tepali e del labello,
- l'epichilo più lungo di 13 mm - nel nostro caso circa 22 mm,
- l'orientamento dell'epichilo,
- la presenza nei petali di macchie porpora scuro alla base,
- le callosità lineari appena divergenti alla base dell'ipochilo,
- la pelosità diffusa nel labello,
- l'epichilo di forma lanceolata, largo meno di 2/3 dell'ipochilo disteso.
A giugno 2008, abbiamo trovata una seconda stazione di >cite> Serapias vomeracea molto bella sui prati sassosi, con arbusti sparsi, compresi tra la Pineta di Matigge, il toponimo Case Montelegno e Manciano, al limite tra gli oliveti e i castagneti.
Il 16 maggio 2009 ne abbiamo individuata una terza stazione lungo l'argine sinistro del torrente Tatarena.