La vita nella faggeta
Nel territorio trevano la faggeta è la formazione boschiva tipica delle fasce altitudinali oltre i 1000 - 1100 m s.l.m.
La più estesa si trova in località Casetta Ciccaglia (Lago delle Vecchie - m 1152 s.l.m.).
Tipica di questa faggeta è la presenza dell'agrifoglio, come possiamo constatare percorrendo il bellissimo sentiero denominato "degli agrifogli", che ci conduce verso settentrione sugli assolati versanti delle Brunette.
Il faggio appartiene alla famiglia delle Fagacee, come il castagno e le querce, ama i climi umidi e relativamente miti.
È un albero molto grande che può raggiungere i 30-40 metri d'altezza.
Ha tronco liscio di colore grigio, quasi metallico, foglie lucide e frutti, le faggiole, ricoperte da aculei sottili.
Queste a maturità si aprono in quattro sezioni e cadono, per germinare nella primavera successiva.
Si tratta di frutti molto appetiti dai cinghiali, la cui presenza ci viene segnalata dagli escrementi e dalle profonde "arature" che lasciano sul terreno nella ricerca del cibo.
La plantula del faggio ha un aspetto inconfondibile per la caratteristica coppia di foglioline rotondeggianti presenti alla base, da cui si erge il giovane germoglio.
La faggeta quando veste i colori autunnali raggiunge le più varie tonalità bronzee, mentre in primavera spicca sulle coste montane per il verde pallido del suo fogliame che, a maturità, assume toni più intensi.
Dal letto di foglie morte, a primavera, tra le altre specie, spunta una bella fioritura di anemoni (
Anemone apennina L.), epatica (
Hepatica nobilis Mill.), primule (
Primula vulgaris Huds.), velenosi ellebori (
Helleborus foetidus L.,
Helleborus viridis L.), crochi (
Crocus napolitanus Mord. & Lois. ), scille (
Scilla bifolia L.), ciclamini (
Cyclamen repandum Sibth. & Sm.), viole (
Viola reichenbachiana Jordan ex Bor.), colchici (
Colchicum neapolitanum Ten.) e rare orchidee, tra cui ricordiamo l'elleborina giallastra (
Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce), il nido d'uccello (
Neottia nidus-avis (L.) L.C.M. Rich.), l'elleborina maggiore (
Epipactis helleborine (L.) Crantz), l'elleborina minore (
Epipactis microphylla (Ehrh.) Sw.) e l'elleborina rossa (
Cephalanthera rubra (L.) Rich.).
Questo articolo, come tutti quelli riportati in questa sezione di
TreviAmbiente, è tratto dalla mostra permanente sull'ambiente e il territorio di Trevi e della Valle Umbra meridionale:
MostraAmbiente, visitabile presso il
complesso museale San Francesco di Trevi, ove è possibile visionare e richiedere i prodotti editoriali realizzati con il progetto.
Visitare la mostra significa avventurarsi in un percorso che è itinerario di ricerca e conoscenza, per comprendere l'ambiente di Trevi e della Valle Umbra meridionale, un invito a visitare i luoghi e i beni naturalistici presentati, per apprezzare nuovi sapori, profumi, spazi ed atmosfere di un territorio ancora ricco di seduzioni!
Il progetto
TreviAmbiente comprende, oltre alla mostra:
- il portale ambientale www.treviambiente.it - che stai consultando;
- gli album multimedia di TreviAmbiente - le prime due edizioni riproducono i contenuti di due successivi aggiornamenti del portale;
- gli album di TreviAmbiente - la prima edizione riproduce i contenuti della mostra in formato A3.
Il progetto
TreviAmbiente nasce da un'idea di Giampaolo Filippucci, Alvaro Paggi, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli, realizzato dagli stessi ideatori.
Scaturisce dai risultati di oltre quattordici anni di studi ed osservazioni nel territorio trevano (al 26 maggio del 2006, giorno di inugurazione della mostra), a partire dalla dorsale montuosa del Serano-Brunette sino alla pianura della Valle Umbra meridionale, e dalla pubblicazione di due volumi
Trevi quattro passi tra storia e natura di Ravagli T. e Filippucci G., 1997, e
Trevi de planu - arte, storia, natura, usanze e tradizioni della valle trevana, di Ravagli T., Filippucci G. e Paggi A., 2001, editi a cura dell'Associazione Pro Trevi.
I testi della mostra sono stati curati da Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci e Alvaro Paggi, con la supervisione di Alessandro Menghini - Professore ordinario, Dipartimento di Biologia vegetale, Università degli Studi di Perugia, con la collaborazione scientifica di:
- Federico Venturi - Professore associato di Paleontologia, Università degli Studi di Perugia - per Gli Ammoniti del Serano;
- Alfiero Pepponi, Coordinatore umbro della LIPU, per I cieli di Trevi;
- Paolo Mazzei per I colori delle farfalle;
- Mauro Biagioli - Direttore di G.I.R.O.S. Notizie, Rivista ufficiale del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee - per I colori delle orchidee.
La progettazione e la realizzazione grafica dei pannelli sono di Giampaolo Filippucci, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli. La preparazione delle immagini è stata eseguita da Danilo Rapastella. La stampa dei pannelli (così come del primo
Album di TreviAmbiente ) è stata curata da GraficArte Severini di Spoleto.
Per la realizzazione della mostra sono state utilizzate oltre 280 fotografie. Di queste più di 250 sono opera di Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli (Archivio T&P Herbarium@Trevi), scelte tra le oltre 1200 immagini scattate nel territorio trevano e della Valle Umbra meridionale per l'intera prima fase del progetto
TreviAmbiente, ed elaborate per la pubblicazione dagli stessi autori.