Le erbe velenose
"… Nacque col grano la cicuta insieme; con gli altri cibi immantinente apparve l'elleboro…" (da "
Le sette giornate del mondo creato" di Torquato Tasso).
Abbiamo scelto questo verso per introdurre il lavoro sulle erbe velenose, perché riassume in poche parole una verità del creato: le specie dannose crescono insieme a quelle utili e tutte insieme sono parte del mondo vegetale.
Conoscere le piante velenose significa evitarle e da questa idea nasce questo piccolo erbolario iconografico.
A quanti vogliono godere della bellezza e dei benefici della natura, senza incorrere in fastidiosi imprevisti o, talvolta, in pericoli anche mortali, dedichiamo queste piccole annotazioni.
Le accompagniamo con un invito particolare: insegniamo soprattutto ai bambini a riconoscere le piante velenose o tossiche che crescono nella nostra terra.
Queste rappresentano per loro un pericolo ancora maggiore che per noi adulti.
"...
Ogni sostanza è veleno e nessuna è perfettamente innocua; soltanto la dose ne determina la velenosità..." (Paracelso).
Circa un terzo delle piante produce sostanze venefiche.
Nella realtà, tuttavia, non ogni specie appartenente a questo gruppo è veramente pericolosa per l'essere umano.
Esistono, poi, molte piante che pur velenose o comunque molto dannose per l'uomo non lo sono per gli animali e viceversa.
Le larve della dorifora crescono normalmente nutrendosi delle foglie di belladonna che contengono, come noto, sostanze tossiche quali l'atropina.
Le capre possono brucarne le foglie, purché in quantità non eccessiva, senza subire danni.
Il latte che deriva da quel pascolo, e la carne dell'animale macellato immediatamente dopo l'assunzione di quella pianta, sono invece nocivi per gli esseri umani.
Dunque: "...
Ogni sostanza è veleno e nessuna è perfettamente innocua…".
Questo articolo, come tutti quelli riportati in questa sezione di
TreviAmbiente, è tratto dalla mostra permanente sull'ambiente e il territorio di Trevi e della Valle Umbra meridionale:
MostraAmbiente, visitabile presso il
complesso museale San Francesco di Trevi, ove è possibile visionare e richiedere i prodotti editoriali realizzati con il progetto.
Visitare la mostra significa avventurarsi in un percorso che è itinerario di ricerca e conoscenza, per comprendere l'ambiente di Trevi e della Valle Umbra meridionale, un invito a visitare i luoghi e i beni naturalistici presentati, per apprezzare nuovi sapori, profumi, spazi ed atmosfere di un territorio ancora ricco di seduzioni!
Il progetto
TreviAmbiente comprende, oltre alla mostra:
- il portale ambientale www.treviambiente.it - che stai consultando;
- gli album multimedia di TreviAmbiente - le prime due edizioni riproducono i contenuti di due successivi aggiornamenti del portale;
- gli album di TreviAmbiente - la prima edizione riproduce i contenuti della mostra in formato A3.
Il progetto
TreviAmbiente nasce da un'idea di Giampaolo Filippucci, Alvaro Paggi, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli, realizzato dagli stessi ideatori.
Scaturisce dai risultati di oltre quattordici anni di studi ed osservazioni nel territorio trevano (al 26 maggio del 2006, giorno di inugurazione della mostra), a partire dalla dorsale montuosa del Serano-Brunette sino alla pianura della Valle Umbra meridionale, e dalla pubblicazione di due volumi
Trevi quattro passi tra storia e natura di Ravagli T. e Filippucci G., 1997, e
Trevi de planu - arte, storia, natura, usanze e tradizioni della valle trevana, di Ravagli T., Filippucci G. e Paggi A., 2001, editi a cura dell'Associazione Pro Trevi.
I testi della mostra sono stati curati da Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci e Alvaro Paggi, con la supervisione di Alessandro Menghini - Professore ordinario, Dipartimento di Biologia vegetale, Università degli Studi di Perugia, con la collaborazione scientifica di:
- Federico Venturi - Professore associato di Paleontologia, Università degli Studi di Perugia - per Gli Ammoniti del Serano;
- Alfiero Pepponi, Coordinatore umbro della LIPU, per I cieli di Trevi;
- Paolo Mazzei per I colori delle farfalle;
- Mauro Biagioli - Direttore di G.I.R.O.S. Notizie, Rivista ufficiale del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee - per I colori delle orchidee.
La progettazione e la realizzazione grafica dei pannelli sono di Giampaolo Filippucci, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli. La preparazione delle immagini è stata eseguita da Danilo Rapastella. La stampa dei pannelli (così come del primo
Album di TreviAmbiente ) è stata curata da GraficArte Severini di Spoleto.
Per la realizzazione della mostra sono state utilizzate oltre 280 fotografie. Di queste più di 250 sono opera di Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli (Archivio T&P Herbarium@Trevi), scelte tra le oltre 1200 immagini scattate nel territorio trevano e della Valle Umbra meridionale per l'intera prima fase del progetto
TreviAmbiente, ed elaborate per la pubblicazione dagli stessi autori.