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I cieli di Trevi


Un poster per conoscere tante notizie sugli uccelli nel nostro territorio, di cui, qui, mostriamo alcuni esempi descritti ne I cieli di Trevi:

  • Rigogolo (Oriolus oriolus)
    Presente da aprile a settembre.
    Nidificante.
    È un uccello elusivo, difficilmente individuabile nel fitto degli alberi nonostante la colorazione, particolarmente accesa nel maschio, che si presenta col dorso superiore, il capo e il ventre giallo brillante, ali e coda nere, bordo della coda giallo e becco color carne.
    Una stria nera unisce il becco all'occhio.
    La femmina è giallo-verdastra con collo e ventre biancastri, macchiettati di nero, e assenza del nero vicino al becco e intorno agli occhi.
    È di abitudini spiccatamente arboree, raramente abbandona le fasce boschive per avventurarsi nelle zone aperte.
    Appende il nido ad alte biforcazioni dei rami, meglio se vicino all'acqua.
    Si nutre di lombrichi ed insetti.
Un immagine dai cieli di Trevi: rigogolo con nidiacei

  • Rondine (Hirundo rustica)
    Presente da marzo ad ottobre.
    Nidificante.
    Elegante e rapida, la rondine ha dorso di colore blu lucente, zona anteriore del capo e gola superiore di colore marrone castagna e banda blu sul petto.
    Le zone ventrali variano dal crema all'arancio fulvo.
    In cielo ha una morfologia inconfondibile per la coda ampiamente biforcuta, con timoniere esterne lunghe e filiformi.
    Una caratteristica della rondine è di nidificare all'interno delle stalle, cascine e porticati, mentre i balestrucci costruiscono i loro nidi di fango preferibilmente sotto i cornicioni, all'aperto, ed i rondoni nei sottotetti.
    Le rondini si cibano esclusivamente in volo di insetti alati, prediligendo mosche e zanzare.
    Una rondine riesce a consumare in una sola estate più di mezzo milione di insetti.
    La rondine europea sverna in Africa, a sud del Sahara.
    Prima di partire diventa di abitudini più sociali e si raccoglie in dormitori comuni ove si possono ritrovare in decine di migliaia di uccelli.
    I luoghi di raccolta preferiti sono i canneti.
    Assicurare la permanenza di aree palustri significa, pertanto, garantire la sopravvivenza di ambienti fondamentali per la preparazione della rondine alla migrazione.
  • Pettirosso (Erithacus rubecula)
    Presente tutto l'anno.
    Svernante.
    Nidificante.
    È un passeriforme paffuto, dalla coda esile e la sagoma quasi priva di collo, inconfondibile per la vistosa macchia rosso-arancione presente sulla faccia e sul petto, con stretta fascia grigio-azzurra ai lati.
    L'occhio scurissimo contrasta nettamente con la colorazione vivace delle guance.
    Il pettirosso ha un volo rapido, con frequenti movimenti della coda verso l'alto.
    È un uccellino molto confidente con l'uomo, frequenta giardini, siepi, sottobosco e boschi.
    Generalmente si nutre d'insetti, ma cambia alimentazione in autunno, quando si ciba prevalentemente di bacche e frutta.
    Nidifica nei buchi e nelle fenditure degli alberi, nelle siepi e tra l'edera.

Questo articolo, come tutti quelli riportati in questa sezione di TreviAmbiente, è tratto dalla mostra permanente sull'ambiente e il territorio di Trevi e della Valle Umbra meridionale: MostraAmbiente, visitabile presso il complesso museale San Francesco di Trevi, ove è possibile visionare e richiedere i prodotti editoriali realizzati con il progetto.

Visitare la mostra significa avventurarsi in un percorso che è itinerario di ricerca e conoscenza, per comprendere l'ambiente di Trevi e della Valle Umbra meridionale, un invito a visitare i luoghi e i beni naturalistici presentati, per apprezzare nuovi sapori, profumi, spazi ed atmosfere di un territorio ancora ricco di seduzioni!

Il progetto TreviAmbiente comprende, oltre alla mostra:
  • il portale ambientale www.treviambiente.it - che stai consultando;
  • gli album multimedia di TreviAmbiente - le prime due edizioni riproducono i contenuti di due successivi aggiornamenti del portale;
  • gli album di TreviAmbiente - la prima edizione riproduce i contenuti della mostra in formato A3.

Il progetto TreviAmbiente nasce da un'idea di Giampaolo Filippucci, Alvaro Paggi, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli, realizzato dagli stessi ideatori.

Scaturisce dai risultati di oltre quattordici anni di studi ed osservazioni nel territorio trevano (al 26 maggio del 2006, giorno di inugurazione della mostra), a partire dalla dorsale montuosa del Serano-Brunette sino alla pianura della Valle Umbra meridionale, e dalla pubblicazione di due volumi Trevi quattro passi tra storia e natura di Ravagli T. e Filippucci G., 1997, e Trevi de planu - arte, storia, natura, usanze e tradizioni della valle trevana, di Ravagli T., Filippucci G. e Paggi A., 2001, editi a cura dell'Associazione Pro Trevi.

I testi della mostra sono stati curati da Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci e Alvaro Paggi, con la supervisione di Alessandro Menghini - Professore ordinario, Dipartimento di Biologia vegetale, Università degli Studi di Perugia, con la collaborazione scientifica di:
  • Federico Venturi - Professore associato di Paleontologia, Università degli Studi di Perugia - per Gli Ammoniti del Serano;
  • Alfiero Pepponi, Coordinatore umbro della LIPU, per I cieli di Trevi;
  • Paolo Mazzei per I colori delle farfalle;
  • Mauro Biagioli - Direttore di G.I.R.O.S. Notizie, Rivista ufficiale del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee - per I colori delle orchidee.

La progettazione e la realizzazione grafica dei pannelli sono di Giampaolo Filippucci, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli. La preparazione delle immagini è stata eseguita da Danilo Rapastella. La stampa dei pannelli (così come del primo Album di TreviAmbiente ) è stata curata da GraficArte Severini di Spoleto.

Per la realizzazione della mostra sono state utilizzate oltre 280 fotografie. Di queste più di 250 sono opera di Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli (Archivio T&P Herbarium@Trevi), scelte tra le oltre 1200 immagini scattate nel territorio trevano e della Valle Umbra meridionale per l'intera prima fase del progetto TreviAmbiente, ed elaborate per la pubblicazione dagli stessi autori.