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Il governo del bosco


Nel nostro territorio, come nel resto della regione, i boschi governati a ceduo sono circa l'85%, le cui specie prevalenti sono le querce caducifolie, nell'ordine, scendendo d'altitudine, cerro (Quercus cerris L.) e roverella (Quercus pubescens Willd.).
A queste si associa il carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.), nelle esposizioni più fresche, con l'orniello (Fraxinus ornus L.).
Verso sud e a quote più basse prevale il leccio (Quercus ilex L.), spesso in consociazione con il pino d'Aleppo (Pinus halepensis Miller).
A quote elevate, nelle rare zone dove l'evoluzione non ha portato i pascoli perenni a prevalere sul bosco, troviamo il faggio, la specie arborea che nel nostro territorio, più facilmente di altre, è governata anche ad alto fusto.
Nei boschi più fresco-umidi sino alle faggete termofile, possiamo trovare i così detti aceri "opali", tra cui ricordiamo l'acero napoletano (Acer obtusatum W. E K.). Sono alberi magnifici per la bellezza delle loro chiome.
In autunno si tingono di infine tonalità dal bronzo al rosso, creando quelle splendide tavolozze di colori che rendono unici e suggestivi gli ambienti boschivi nella stagione che precede il riposo invernale. Nelle medesime cenosi in cui vivono gli "opali", ma anche nei boschi più aridi a roverella prevalente, troviamo l'acero minore (Acer monspessulanum L.).

Il bosco ceduo è tagliato periodicamente rispettando turni la cui durata dipende dalla specie arborea prevalente nel bosco stesso.
Quando si parla di bosco ceduo, ci si riferisce quasi esclusivamente al ceduo matricinato, ovvero ai boschi nei quali all'atto dell'utilizzazione è preservato dal taglio un certo numero d'individui delle diverse specie presenti.
Questi hanno il compito di produrre il seme che garantirà la nascita in bosco di nuovi individui e quindi la progressiva sostituzione delle ceppaie che muoiono per evoluzione naturale.

Il governo del bosco

Nel programmare la gestione del patrimonio forestale è importante puntare su alcuni obiettivi prioritari:
  • la tutela ed il miglioramento del patrimonio boschivo;
  • una migliore integrazione possibile dell'offerta di prodotti forestali con la domanda di prodotti legnosi;
  • la valorizzazione delle produzioni non legnose;
  • l'offerta di servizi di natura diversa, particolarmente di quelli turistico-ricreativi.

Il governo del bosco a ceduo, come per ogni interazione dell'uomo con l'ecosistema bosco, provoca conseguenze positive che si possono così riassumere:
  • la facilità di rinnovazione del bosco certamente superiore a quella per seme che risulta difficile e lunga specialmente in alcune specie arboree;
  • la rapidità con cui si assicura la nuova copertura del suolo dopo il taglio;
  • una maggiore resistenza attiva agli incendi boschivi dovuta al continuo ringiovanimento delle ceppaie e quindi al lungo mantenimento della potenzialità pollonifera che torna utile successivamente al passaggio del fuoco;
  • il mantenimento di una ricca biodiversità nel sottobosco che riscoppia ad ogni turno di taglio;
  • la facilità di scelta dell'intervento di taglio e della sua esecuzione e quindi della gestione stessa del bosco;
  • la frequente produzione di materiale combustibile rinnovabile e quindi l'ottenimento di reddito a cicli relativamente brevi.

Numerosi sono anche i limiti di questo di questa forma di governo:
  • ll forte impatto visivo al momento del taglio che riguarda in genere estese superfici;
  • il frequente disturbo alla fauna selvatica e alla flora, dovuto dalla periodica ceduazione, anche per l'inevitabile distruzione di micro-habitat;
  • l'uniformità dell'intervento selvicolturale che, in genere, viene applicata su tutta la superficie d'intervento, senza distinzione di specie con diversa fertilità, di esigenze dovute alle particolari caratteristiche del suolo o di particolari ambienti che potrebbero necessitare di specifici accorgimenti;
  • l'ottenimento di un unico assortimento legnoso, ossia la legna da ardere;
  • un ridotto interesse paesaggistico e una ridotta attrattiva turistico-ricreativa, in quanto nei boschi cedui è difficile trovare spettacolari esemplari arborei, oltre alla relativa impenetrabilità fisica degli stessi, particolarmente nei primi anni successivi al taglio.

E' comunque certo che, come in qualsiasi altro intervento selvicolturale, gli aspetti negativi del governo a ceduo possono essere minimizzati se gli interventi non vengono effettuati in maniera aprioristica su estese superfici, ma mirati secondo le caratteristiche e le potenzialità fisiche ed ecologiche dei diversi ambienti.

Il governo del bosco

Questo articolo, come tutti quelli riportati in questa sezione di TreviAmbiente, è tratto dalla mostra permanente sull'ambiente e il territorio di Trevi e della Valle Umbra meridionale: MostraAmbiente, visitabile presso il complesso museale San Francesco di Trevi, ove è possibile visionare e richiedere i prodotti editoriali realizzati con il progetto.

Visitare la mostra significa avventurarsi in un percorso che è itinerario di ricerca e conoscenza, per comprendere l'ambiente di Trevi e della Valle Umbra meridionale, un invito a visitare i luoghi e i beni naturalistici presentati, per apprezzare nuovi sapori, profumi, spazi ed atmosfere di un territorio ancora ricco di seduzioni!

Il progetto TreviAmbiente comprende, oltre alla mostra:
  • il portale ambientale www.treviambiente.it - che stai consultando;
  • gli album multimedia di TreviAmbiente - le prime due edizioni riproducono i contenuti di due successivi aggiornamenti del portale;
  • gli album di TreviAmbiente - la prima edizione riproduce i contenuti della mostra in formato A3.

Il progetto TreviAmbiente nasce da un'idea di Giampaolo Filippucci, Alvaro Paggi, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli, realizzato dagli stessi ideatori.

Scaturisce dai risultati di oltre quattordici anni di studi ed osservazioni nel territorio trevano (al 26 maggio del 2006, giorno di inugurazione della mostra), a partire dalla dorsale montuosa del Serano-Brunette sino alla pianura della Valle Umbra meridionale, e dalla pubblicazione di due volumi Trevi quattro passi tra storia e natura di Ravagli T. e Filippucci G., 1997, e Trevi de planu - arte, storia, natura, usanze e tradizioni della valle trevana, di Ravagli T., Filippucci G. e Paggi A., 2001, editi a cura dell'Associazione Pro Trevi.

I testi della mostra sono stati curati da Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci e Alvaro Paggi, con la supervisione di Alessandro Menghini - Professore ordinario, Dipartimento di Biologia vegetale, Università degli Studi di Perugia, con la collaborazione scientifica di:
  • Federico Venturi - Professore associato di Paleontologia, Università degli Studi di Perugia - per Gli Ammoniti del Serano;
  • Alfiero Pepponi, Coordinatore umbro della LIPU, per I cieli di Trevi;
  • Paolo Mazzei per I colori delle farfalle;
  • Mauro Biagioli - Direttore di G.I.R.O.S. Notizie, Rivista ufficiale del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee - per I colori delle orchidee.

La progettazione e la realizzazione grafica dei pannelli sono di Giampaolo Filippucci, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli. La preparazione delle immagini è stata eseguita da Danilo Rapastella. La stampa dei pannelli (così come del primo Album di TreviAmbiente ) è stata curata da GraficArte Severini di Spoleto.

Per la realizzazione della mostra sono state utilizzate oltre 280 fotografie. Di queste più di 250 sono opera di Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli (Archivio T&P Herbarium@Trevi), scelte tra le oltre 1200 immagini scattate nel territorio trevano e della Valle Umbra meridionale per l'intera prima fase del progetto TreviAmbiente, ed elaborate per la pubblicazione dagli stessi autori.