Gli ammoniti del Serano
Gli
ammoniti erano molluschi cefalopodi, affini probabilmente agli attuali calamari e seppie.
È bene precisare, tuttavia, che a fronte di una grande varietà morfologica delle conchiglie, non sono mai stati trovati conservati i resti molli con gli eventuali tentacoli.
L'aspetto della loro conchiglia esterna rivela, comunque, che l'animale viveva all'interno della stessa e precisamente nella sua porzione terminale, che poteva corrispondere a mezzo giro, un giro o un giro e mezzo di spira.
Attualmente si trovano fossilizzati come modelli conchigliari o come, più genericamente, resti di molluschi vissuti dal Devoniano al Cretacico, cioè in un intervallo di tempo di circa 350 milioni di anni.
Vivevano esclusivamente nelle acque marine, nella maggioranza a 50-150 m di profondità, dove giungeva la luce azzurra.
Quando l'animale moriva, spesso per predazione come accade facilmente a tutti i molluschi, cadeva sul fondale marino e la conchiglia veniva sepolta.
Per effetto del movimento reciproco fango-conchiglia, la stessa viene riempita completamente o parzialmente dal fango, che, dopo essere modellato dalla superficie interna conchigliare, si indurisce perdendo acqua (Venturi e Rossi, 2003).
Il guscio è poi dissolto e rimane, così conservato, il modello interno di composizione rocciosa, di colore rosso nel caso del Rosso Ammonitico.
Il modello, però, può essere anche grigio o rosato; talora in bande alternate rosse e grigie.
Presentano, inoltre, le tracce dei setti che si inserivano nella parete interna della conchiglia e che appaiono come disegni ripetuti lungo il giro spirale (Venturi e Ferri, 2001; Venturi e Rossi, 2004).
Questo articolo, come tutti quelli riportati in questa sezione di
TreviAmbiente, è tratto dalla mostra permanente sull'ambiente e il territorio di Trevi e della Valle Umbra meridionale:
MostraAmbiente, visitabile presso il
complesso museale San Francesco di Trevi, ove è possibile visionare e richiedere i prodotti editoriali realizzati con il progetto.
Visitare la mostra significa avventurarsi in un percorso che è itinerario di ricerca e conoscenza, per comprendere l'ambiente di Trevi e della Valle Umbra meridionale, un invito a visitare i luoghi e i beni naturalistici presentati, per apprezzare nuovi sapori, profumi, spazi ed atmosfere di un territorio ancora ricco di seduzioni!
Il progetto
TreviAmbiente comprende, oltre alla mostra:
- il portale ambientale www.treviambiente.it - che stai consultando;
- gli album multimedia di TreviAmbiente - le prime due edizioni riproducono i contenuti di due successivi aggiornamenti del portale;
- gli album di TreviAmbiente - la prima edizione riproduce i contenuti della mostra in formato A3.
Il progetto
TreviAmbiente nasce da un'idea di Giampaolo Filippucci, Alvaro Paggi, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli, realizzato dagli stessi ideatori.
Scaturisce dai risultati di oltre quattordici anni di studi ed osservazioni nel territorio trevano (al 26 maggio del 2006, giorno di inugurazione della mostra), a partire dalla dorsale montuosa del Serano-Brunette sino alla pianura della Valle Umbra meridionale, e dalla pubblicazione di due volumi
Trevi quattro passi tra storia e natura di Ravagli T. e Filippucci G., 1997, e
Trevi de planu - arte, storia, natura, usanze e tradizioni della valle trevana, di Ravagli T., Filippucci G. e Paggi A., 2001, editi a cura dell'Associazione Pro Trevi.
I testi della mostra sono stati curati da Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci e Alvaro Paggi, con la supervisione di Alessandro Menghini - Professore ordinario, Dipartimento di Biologia vegetale, Università degli Studi di Perugia, con la collaborazione scientifica di:
- Federico Venturi - Professore associato di Paleontologia, Università degli Studi di Perugia - per Gli Ammoniti del Serano;
- Alfiero Pepponi, Coordinatore umbro della LIPU, per I cieli di Trevi;
- Paolo Mazzei per I colori delle farfalle;
- Mauro Biagioli - Direttore di G.I.R.O.S. Notizie, Rivista ufficiale del Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee - per I colori delle orchidee.
La progettazione e la realizzazione grafica dei pannelli sono di Giampaolo Filippucci, Danilo Rapastella e Tiziana Ravagli. La preparazione delle immagini è stata eseguita da Danilo Rapastella. La stampa dei pannelli (così come del primo
Album di TreviAmbiente ) è stata curata da GraficArte Severini di Spoleto.
Per la realizzazione della mostra sono state utilizzate oltre 280 fotografie. Di queste più di 250 sono opera di Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli (Archivio T&P Herbarium@Trevi), scelte tra le oltre 1200 immagini scattate nel territorio trevano e della Valle Umbra meridionale per l'intera prima fase del progetto
TreviAmbiente, ed elaborate per la pubblicazione dagli stessi autori.